ROMA – Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, i presidenti del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia si confermano i governatori più apprezzati d’Italia: secondo un sondaggio Swg infatti il ‘doge’ è stato promosso dal 70% degli intervistati, mentre il collega di Trieste incassa un 64%. Segue, con il 53%, la neoeletta in Umbria Stefania Proietti, seguita da Roberto Occhiuto col 52%.
Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, governatore in quota FdI eletto per il secondo mandato nel 2024, ha un gradimento del 35%. Marsilio è al terzultimo posto, subito prima del collega del Lazio, Francesco Rocca, e di quello della Sicilia, Renato Schifani, che chiude la classifica.
In testa c’è dunque una coppia di governatori al secondo mandato, entrambi leghisti, che pare dare forza alla posizione del Carroccio a favore del ‘ter’ per i presidenti di Regione.
Posizione che ha trovato in Vincenzo De Luca, governatore Pd della Campania anche lui giunto alla fine del ‘bis’, una sponda agguerrita. De Luca è quinto nella graduatoria Swg – col 52%, sebbene in calo di 4 punti rispetto allo scorso anno – portando a tre i governatori al secondo mandato nella top 5.
A regole vigenti la possibilità di correre di nuovo non c’è: la parola fine l’ha messa lo scorso aprile la Corte Costituzionale, bocciando una legge proprio della Regione Campania. Il problema però esiste. Non tanto per Fedriga, rieletto nel 2023 e ben lontano dalla terza urna, che quindi oggi può ringraziare sottolineando la “responsabilità ancora maggiore nel continuare con serietà e impegno il nostro lavoro”. Tocca più Zaia – che è governatore addirittura dal 2010 – e De Luca, forti ancora di popolarità e consenso elettorale.
Ma se Elly Schlein, segretaria Pd, non è mai stata favorevole, in casa Lega la musica è diversa. Matteo Salvini solo fino a qualche giorno fa ribadiva che il divieto al ter è “un errore e una sottrazione di democrazia”.
Sta di fatto però che il sondaggio Swg, diffuso in esclusiva dall’Ansa, premia l’esperienza ma valorizza anche governatori più freschi, persino le new entry.
Terza è infatti Stefania Proietti dell’Umbria, di centrosinistra, eletta lo scorso novembre. Oggi il 53% degli intervistati ritiene il suo operato “molto” o “abbastanza” efficace. “Un dato che non sorprende” secondo il Pd regionale, che conferma “la direzione giusta intrapresa”. Dietro Proietti, in crescita del 6% sullo scorso anno, c’è il calabrese Roberto Occhiuto con il 52%, primo tra i governatori del Sud e primo tra i presidenti FI. Un risultato, commenta lui, che “mi onora e mi sprona. Governare la nostra Regione è un po’ più complicato che governarne altre, ma io non mollo”.
Stessa percentuale di gradimento per De Luca, quinto, seguito da Eugenio Giani della Toscana, col 47% (+6%): “Un apprezzamento per me – dice oggi – per tutti i miei collaboratori, per la giunta, per il Consiglio, per il lavoro che che abbiamo fatto”. Dietro di lui un altro dem, il neoeletto in Emilia-Romagna Michele De Pascale. Segue in graduatoria Alberto Cirio (FI, Piemonte) con il 42% (-3%). C’è poi Vito Bardi (FI, Basilicata) al 39% (-4%) come Marco Bucci (centrodestra, Liguria). Al 37% troviamo Alessandra Todde, la governatrice M5s della Sardegna: “È la presidente più apprezzata dal 2013 a oggi” esulta il Movimento dell’isola. FdI legge i numeri dal lato opposto: “Il 63% l’ha bocciata”.
Dietro Todde c’è Francesco Acquaroli (FdI, Marche) che però sale di un punto. Non abbastanza per esultare per il Pd: “Che non fosse apprezzato era cosa nota, basta parlare con i cittadini”. Più in basso c’è Attilio Fontana, della Lombardia (35%, -3%). Stesso valore per Michele Emiliano (Pd, Puglia) che però registra un calo del 4%. Il terzetto di coda: stabile Marco Marsilio (FdI, Abruzzo) al 35%, penultimo Francesco Rocca (FdI, Lazio) al 31% ma in crescita del 2%: “Dovrebbe riflettere – lo punzecchiano da Azione – non crediamo che le performance giapponesi all’Expo possano aiutarlo a risalire la china”. Ultimo, a distanza, è Renato Schifani: il governatore FI della Sicilia è al 25%, in calo del 2%.





