L’AQUILA – Uno stop che farà molto rumore, non solo in Abruzzo: il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare la legge 34 del 2019,  approvata il 15 ottbre in consiglio regionale, che modifica le norme per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, prvedendo priorità ai residenti di lungo corso in Italia, e stop deciso a chi si è macchiato di determinati reati. Un cavallo di battaglia della maggioranza di centrodestra, questa legge, firmata dal presidente della Regione Marco Marsilio, e dall’assessore regionale Guido Liris, entrambi di Fratelli d’Italia, allo slogan di ”prima gli abruzzesi”.

Per il Consiglio dei Ministri del governo Pd e Movimento 5 stelle nel testo si ravvisano però norme che “violano i principi di ragionevolezza, di uguaglianza e non discriminazione di cui all’ articolo 3 della Costituzione, oltre a risultare invasive della competenza esclusiva statale in materia di ‘ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali’ e di ‘ordine pubblico e sicurezza’ di cui all’articolo 117 della Costituzione”.

In particolare, il Governo ha deciso di impugnare l’articolo 2 “dal momento che si prevede che, per l’accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica, i cittadini non comunitari devono produrre documentazione ulteriore rispetto a quella richiesta ai cittadini italiani e comunitari. La discriminazione fondata sulla nazionalità viola altresì l’articolo18 del Trattato di funzionamento dell’unione europea e l’articolo 14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, così come evidenziato dalla Corte Costituzionale laddove ha censurato la discriminazione dello straniero con riferimento alle prestazioni sociali”.

Durissima la reazione di Marco Marsilio, che domani ha convocato una conferenza stampa alle 17 a Palazzo Silone, all’Aquila, dopo la seduta di giunta

“Il governo ha impugnato una legge di buon senso approvata dal Consiglio regionale dell’Abruzzo – tuona Marsilio – perché ha ritenuto discriminatorio chiedere ai cittadini stranieri di certificare la loro condizione di reddito e patrimonio prima di assegnargli una casa popolare. Il governo giallo rosso vuole continuare a difendere il principio contrario: gli italiani devono certificare e dimostrare carte alla mano la loro condizione e sono sottoposti ai controlli di rito, mentre per gli stranieri bisogna fidarsi delle loro dichiarazioni e della loro auto certificazione di essere poveri e di non avere proprietà in patria”. 

E aggiuinge: “difenderemo questa legge di fronte alla Corte Costituzionale e con il sostegno dei tanti cittadini perbene che ci hanno chiesto regole nuove e più severe per ripristinare la legalità e il diritto nelle case popolari”. 

Sulla stessa linea il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia. Interviene anche il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che definisce “pazzesca” la vicenda.

“Il Governo impugna la legge di buonsenso della Regione Abruzzo che dice stop alle corsie preferenziali per gli stranieri nell’assegnazione degli alloggi popolari, considerandola “discriminante”. Peccato che gli unici discriminati siano proprio gli italiani, ma evidentemente questo Governo di anti-italiani predilige il principio “prima gli stranieri”.