L’AQUILA – Due consiglieri regionali, una pattuglia di amministratori locali e alcuni volti noti della politica abruzzese.

Ripartono da questi numeri gli ex di Alleanza nazionale che considerano chiusa la loro esperienza con il Popolo della libertà, o che già hanno sbattuto da tempo la porta, e si apprestano a varare l’Officina per l’Italia, presentata oggi nella sala consiliare del Comune di Pescara.

Bocche cucite da parte degli organizzatori, che non si sbilanciano sui nomi “pesanti” della nuova formazione di destra, ma i rumors di palazzo hanno fatto già trapelare qualcosa.

Non fa mistero di essere della partita il pescarese Roberto Petri, ex capo della segreteria di Ignazio La Russa quando era ministro della Difesa, e consigliere di amministrazione dell’Eni, che sta seguendo in prima persona la nascita del “contenitore” che punta a raccogliere gli scontenti della svolta berlusconiana pro-Forza Italia.

Con lui certamente il vice presidente della Provincia di Chieti, Antonio Tavani, a febbraio capolista per il Senato con Fratelli d’Italia.

Proprio da FdI l’Officina pesca a piene mani, per cui non mancherà l’appuntamento il consigliere dell’Emiciclo Emiliano Di Matteo, mentre non ci sarà l’assessore regionale Paolo Gatti, che pure si è candidato alle ultime politiche con la formazione guidata da Giorgia Meloni.

A fare compagnia a Di Matteo la collega di banco Alessandra Petri, sorella di Roberto e moglie dell’assessore al Comune di Pescara Nicola Ricotta.

Tra i sindaci, si potranno contare i chietini Giuseppe Di Rocco (Fara San Martino) e Paolo Di Guglielmo (Civitella Messer Raimondo), più qualcun altro che deve ancora sciogliere la riserva.

Nella schiera dei più attivi vanno annoverati pure il capogruppo del Pdl al Comune di Pescara, Armando Foschi, i consiglieri provinciali di Chieti Etelwardo Sigismondi e Luigi Nasuti, e l’ex assessore del Comune di Sulmona (L’Aquila) Mauro Tirabassi.

Ma è tra le “vecchie glorie” che spuntano le maggiori sorprese: sono attesi gli ex parlamentari Lucio Zappacosta e Nicola Carlesi, il primo di Chieti, il secondo di Vasto (Chieti).

Un altro sicuro è l’ex consigliere e assessore regionale Francesco Sciarretta, in rappresentanza della Marsica, la terra in cui per due legislature (dal 1995 al 2005) ha macinato voti.

Il giornalista Arturo Diaconale, invece, abruzzese non è, ma da quasi cinque anni è presidente del parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, per lui è stato riservato un posto nel comitato scientifico nazionale, anche se sul sito ufficiale del movimento, è specificato che la cosa “non è politicamente vincolante”.

Altre trattative sono in corso per imbarcare altri esponenti di rilievo, ma per il momento in molti attendono di fiutare l’aria per capire se l’Officina possa essere un rifugio sicuro extra Pdl.

In particolare sono in corso contatti con i referenti locali di alcuni big del centrodestra che hanno già dato l’adesione a livello nazionale, come Gianni Alemanno e Giulio Tremonti.

L’obiettivo, come affermato da Roberto Petri ad AbruzzoWeb, “è dare voce a quei valori che sono stati fondamentali nel percorso della destra italiana” ma “senza riportare in vita An”.

L’Officina potrebbe avere il suo battesimo del fuoco alle regionali della primavera 2014: sarebbe la prima competizione “vera” a livello nazionale per testare la propria forza, insieme alle elezioni europee.

In quel caso, si può dare per assodata l’alleanza con il resto del centrodestra: sempre Petri aveva annunciato di voler correre “al fianco del presidente Gianni Chiodi, che ha ben operato in un momento congiunturale difficilissimo”. Pierluigi Biondi