L’AQUILA – Il tribunale di Teramo si conferma quello con maggiori cause arretrate, giacenti da oltre tre anni in Abruzzo, 4.004, al 23esimo posto della classifica dei 140 tribunali italiani, a causa dei problemi strutturali e un organico inadeguato, situazione che da tempo provoca mobilitazioni e surriscalda il clima politico.
Meno critica nel panorama nazionale la situazione degli altri tribunali abruzzesi che però dovranno entro il 2024 ridurre a tappe forzate il del 65% dell’arretrato: una delle condizioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza, àncora di salvezza di una economia europea piegata dalla crisi del covid, che però oltre a non essere un regalo, essendo in parte importante a debito, impone anche riforme che, numeri alla mano e situazione presente a mente, assumono i contorni del quasi miracolo.
Uno di questi paletti è proprio l’abbattimento drastico e a tappe forzate delle cause arretrate nei tribunali italiani e corti di appello; entro il 31 dicembre 2024 si dovrà raggiungere una diminuzione del 65% dell’arretrato di oltre tre anni per i tribunali e del 55% per le corti di appello. La seconda fase prevede che entro il 30 giugno 2026 si debba raggiungere una riduzione del 90% dell’arretrato a rischio risarcimento per eccessiva durata, in gergo “Pinto”.
Un obiettivo che potrà essere raggiunto solo con un massiccio potenziamento del personale, e importante è stata anche per l’Abruzzo, l’approvazione della legge che prevede la stabilizzazione di oltre 1000 operatori giudiziari, un centinaio in Abruzzo, che da quasi 13 anni prestano servizio presso il Ministero di Giustizia con contratti a tempo determinato.
Incide poi in Abruzzo, davanti al superamento della giustizia lumaca, la spada di Damocle della chiusura dei tribunali di Vasto, Lanciano, Sulmona e Avezzano, a febbraio prorogata fino a tutto il 2023. Qualcosa in meno dei 2 anni richiesti, ma molto di fronte allo spettro della soppressione definitiva che sarebbe scattata a settembre.
Come indicato dalla Direzione generale di statistica e analisi organizzativa del ministero della Giustizia, l’arretrato ultra-triennale dei tribunali a dicembre 2019 era pari a 337.740 cause, nelle corti di appello erano 98.371 le cause pendenti da oltre due anni.
Pertanto, l’obiettivo Pnrr da raggiungere a dicembre 2024 per i tribunali è una pendenza ultra-triennale non superiore a 118.209 procedimenti (una riduzione del 65% di 337.740), mentre per le corti di appello vi dovrà essere una pendenza ultra-biennale non superiore a 44.267 procedimenti (una riduzione del 55% di 98.371).
Veniamo dunque alla classifica, stilata con i dati fotografati a dicembre 2019, considerando il 2020 un anno del tutto anomalo a causa della pandemia di Covid-19.
Ebbene, il tribunale di Roma è il grande malato della giustizia italiana, con 17.296 cause pendenti da due anni, il 5% del totale, e occorrerà arrivare dunque a 6.054 cause nel 2024 e 1.730 nel 2026.
Al secondo posto il tribunale di Santa Maria Capua Vetere 15.233 cause (5%), con obiettivo 5.332 cause del 2024 e 1.523 nel 2026. Al terzo posto il tribunale di Napoli, con 14.374 cause (4%) con obiettivo 5.031 nel 2024 e 1.437 nel 2026.
Sopra un arretrato di 1omila a cause ci sono poi i tribunali di Bari, Salerno, Catania, Messina. Sopra i 6mila i tribunali di Foggia, Castrovillari, Potenza, Nocera Inferiore, Nola, Lecce e Latina.
E veniamo ai tribunali abruzzesi: sui 140 tribunali della classifica, al 24esimo posto troviamo il tribunale di Teramo, con 4.004 cause arretrate di oltre 2 anni, con la percentuale del 1,1%, che dovranno ridursi a 1.479 nel 2024 e sole 1.400 nel 2026. Senz’altro la situazione più problematica
Gli altri tribunali abruzzesi sono invece nella media o ben al di sotto di essa.
Al 76esimo posto c’è il tribunale di Pescara, con 804 cause, lo 0,25%, e dovrà arrivare a 294 cause nel 2024 e 84 nel 2026; il tribunale dell’Aquila, al 93esimo posto, con 584 cause, lo 0,17%, con obiettivo al 2024 di 204 cause e a 58 nel 2026.
Ben al di sotto della media al 180esimo posto, il tribunale di Avezzano con 320 cause, lo 0,09% che dovranno diventare prima 112 e poi 32. Al 123esimo posto il tribunale di Vasto, con 212 cause lo 0,06%, con obiettivo 74 e 21. Al 127esimo posto, il tribunale di Chieti, con 195 cause, lo 0,06%, quello di Lanciano 87 cause 0,03% . Infine al 139esimo posto il tribunale di Sulmona, appena 47 cause arretrate da oltre 2 anni pari allo 0,01%, con l’obiettivo di portarle a 5 nel 2026.
Ancora più marcate sono le differenze per le corti di appello, dove spiccano gli arretrati ultra-biennali di Roma e Napoli (oltre 20.000 procedimenti), che rappresentano circa il 43% di tutte le pendenze arretrate del Paese.
Seguono Bologna, con oltre 5.600 cause, quindi Palermo, Firenze, Bari con oltre 4.000 procedimenti arretrati.
La corte di appello dell’Aquila è in una situazione senz’altro migliore, con 2.697 cause in attesa da più di due anni, il 3% che dovranno calare a 1.214 nel 2024 e a 270 nel 2026.





