L’AQUILA – “No, la Corte d’Appello dell’Aquila non è a rischio, così come non è a rischio nessuna Corte d’Appello in Italia”.

Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando rispondendo alle domande dei giornalisti sulla paventata chiusura dell’ufficio aquilano e il possibile trasferimento a Pescara, a margine del convegno di stamattina sulla ‘Riforme della Giustizia’, al Ridotto del Teatro comunale dell’Aquila, organizzato da ‘Rifare l’Italia’ in collaborazione con la sezione abruzzese dell’Associazione nazionale magistrati, l’Ordine degli Avvocati dell’Aquila, il Consiglio degli Ordini Forensi d’Abruzzo, la Facoltà di Giurisprudenza dell’Univesità di Teramo e la facoltà di Economia dell’Università dell’Aquila, promuovono il convegno ‘La riforma della giustizia e lo sviluppo del Paese’.

Ad accoglierlo anche un presidio dei precari del ministero della Giustizia che hanno chiesto al ministro garanzie sul loro futuro lavorativo. 

Uno degli ospiti più attesi, Giovanni Legnini, vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura ed ex sottosegretario di Stato con delega alla Ricostruzione, ha inviato una lettera perché assente. 

Oltre ad Orlando, sono intervenuti Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria, Carlo Peretti, presidente dell’Ordine degli Avvocati dell’Aquila, David Mancini, della Giunta distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati Abruzzo, Gabriele Tedeschi, presidente del Consiglio degli Ordini Forensi d’Abruzzo, Piero Sandulli, professore di Diritto Processuale Civile all’Università di Teramo, Fabrizio Marinelli, professore di Diritto Privato all’Università dell’Aquila), Giovanni Sabatini, direttore Generale dell’Associazione Bancaria Italiana) e Michele Fina, di Rifare L’Italia – sezione Abruzzo.

Presenti, tra gli altri, in una sala non piena, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, l’assessore comunale alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, il procuratore della Repubblica dell’Aquila, Fausto Cardella, esponenti dei vertici delle forze dell’ordine dell’Aquila e del mondo forense aquilano e regionale.

Orlando ha subito chiarito che “nella legge di stabilità proveremo a dare risposte per il personale amministrativo. Faremo anche sforzi per proseguire l’utilizzo di queste risorse umane che sono precarie da anni – ha puntualizzato – lo faremo con il rinnovo delle risorse per la formazione e una parte di questi lavoratori potrà essere inserita nell’Ufficio del processo varato dal Parlamento”.

Il ministro ha voluto poi chiarire che non è intenzione dell’esecutivo procedere a “riforme organiche dei codici, ma semmai interventi sul processo penale senza nessuna ambizione di riformare i codici”.

Presente anche il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso che ha sottolineato come “alcune ricette arrivino fuori tempo massimo, perché da una logica di giustizia fiscale non arriveranno grandi cambiamenti per ciò che riguarda l’emergenza lavoro”.

Ma per la Camusso è importante sottolineare ancora come, per quanto riguarda il Jobs Act, “bisogna smettere di immaginare che la ‘rivoluzione’ possa partire dalla riduzione dei diritti dei lavoratori”. Se per la Camusso bisogna ‘pulire’ tutte le forme contrattuali che consentono la precarietà e quindi “iniziare ad estendere una maggior quantità di diritti ai lavoratori”, non si può immaginare “una Cgil che cambia idea se gli altri seguono sempre le stesse strade”.

La Camusso ha poi dato man forte alle motivazioni delle Regioni contro il governo spiegando che “è indubbio che se si continua ad andare nella direzione dei tagli lineari l’esperienza ci dice che o si aumentano le tasse o si diminuiscono i servizi. Quindi il rischio è quello di avere meno stato sociale”, ha concluso

A chi le chiedeva se nella legge di stabilità non ci siano risorse per la ricostruzione post sisma, spiegando di augurarsi vengano previste, ha detto: ” qui all’Aquila la ricostruzione ha fatto i conti con i tempi lunghi, con le competenze e con gli errori di un lungo periodo nel quale si era deciso di non ricostruire il centro storico”. Quindi, ha aggiunto, “una legge di stabilità senza risorse per L’Aquila aggraverebbe la situazione”.

CARDELLA, ”RICOSTRUZIONE L’AQUILA EMBLEMATICA PER RIFORMA GIUSTIZIA”

“La speranza che la macchina della giustizia venga alleggerita c’è. Guai se non ci fosse la speranza. La ricostruzione dell’Aquila potrebbe essere emblematica per la riforma della giustizia, anche perché, non corriamo il rischio di restare senza lavoro”, ha detto, in riferimento alle varie inchieste legate al terremoto e alla ricostruzione del capoluogo abruzzese”, il procuratore Fausto Cardella.

MANCINI: “SLOGAN FALSI SU NOSTRA PRODUTTIVITA”’

“Sulla nostra scarsa presunta produttività abbiamo ascoltato slogan falsi mentre invece i magistrati italiani sono tra i primi in Europa”.

È quanto ha detto rivolgendosi al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, David Mancini della Giunta distrettuale abruzzese dell’Associazione Nazionale Magistrati durante il convegno ‘La riforma della Giustizia per lo sviluppo del Paese’ in corso di svolgimento al ridotto del Teatro Comunale dell’Aquila.

“Non abbiamo invece mai sentito provvedimento contro il cancro della prescrizione, ma solo palliativi senza senso”, ha proseguito Mancini.

Il magistrato poi ha voluto rimarcare le sue parole proprio dalla città martoriata dal sisma del 6 aprile 2009 in quanto “qui la giustizia ha invece dato risposte importanti in mezzo alle macerie vere e metaforiche. I magistrati e tutte le componenti della giustizia hanno fatto sforzi silenziosi nell’interesse dei cittadini”, ha concluso Mancini.