TERAMO – “Non bisogna sempre e solo parlare male della giustizia, ma occorre far in modo che se ne riconoscano la nobiltà e l’efficacia. Dobbiamo essere orgogliosi della grande professionalità dei magistrati italiani
il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, intervenendo al termine del convegno organizzato da Confindustria Abruzzo su ‘L’impresa interroga la giustizià.
Legnini in particolare ha sottolineato come le novità introdotte nel processo civile, rispetto al quale la Camera ha approvato in prima battuta la legge di riforma che amplia tra l’altro le competenze delle stesse sezioni specializzate in materia di impresa, vadano proprio nella direzione di migliorare la machina della giustizia.
Al convegno presenti, tra gli altri, il sottosegretario alla Giustizia, Federica Chiavaroli, e il presidente della sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale di Milano, Marina Tavassi.
La difficoltà del rapporto tra diritto ed economia arriva da lontano. La crisi che da molti anni registriamo su questo rapporto dipende dal fatto che la legislazione è incerta, dall’incertezza interpretativa e dai tempi. Il modello a cui ci dobbiamo ispirare è quello delle sezioni specializzate”, ha aggiunto Legnini, che nel suo intervento Legnini ha toccato più volte la questione dei tempi della giustizia, soffermandosi poi sulle novità introdotte nel sistema giudiziario, soprattutto civile, anche su quelle rappresentate dal processo civile telematico, così come sui cambiamenti che il sistema giudiziario sta apportando al suo interno, anche a partire dalla cronaca degli ultimi tempi.
“È di pochi giorni fa l’intervento del primo presidente di Cassazione sull’arretrato dei ricorsi in Cassazione, riferibile soprattutto ai giudici tributari – ha detto Legnini – così come è di pochi giorni fa la vicenda dolorosa dell’arresto di alcuni giudici Tributari. Noi stiamo puntando sulla specializzazione, sulla formazione, stiamo cambiando gran parte dei vertici degli uffici giudiziari. Non bisogna sempre e solo parlare male della giustizia, ma occorre far in modo che se ne riconoscano la nobiltà e l’efficacia. Dobbiamo essere orgogliosi della grande professionalità dei magistrati italiani”.
E, infine, sul tema del convegno: “Una giustizia che non funziona deprime le possibilità di crescita del paese. Oggi che c’è un giudice specializzato per le imprese i tempi si sono ridotti della metà, se non di più, rispetto a quelli ordinari”.




