L’AQUILA – Alla Giunta regionale abruzzese mancano ben 27 dirigenti per coprire tutte le 80 postazioni previste dal piano del fabbisogno, e garantire così la piena efficienza della macchina burocratica. Accade però che un protocollo di sicurezza anti covid varato dal governo nel maggio dell’anno scorso, impedisce di celebrare i tre concorsi  con termini per presentare le domande scaduti a febbraio 2021, assumendo finalmente 8 dirigenti con competenze amministrative, 4 con competenze tecniche e 2 con competenze informatiche.

Gli uffici del dipartimento Risorse e personale, diretti da Fabrizio Bernardini stanno così studiando, da quanto si apprende, come avviene in altre regioni, la possibilità di poter  svolgere in modalità telematica questi concorsi, di strutturare prove di esame direttamente da casa con il candidato collegato on-line e con la garanzia che non ci siano irregolarità. Nel caso che il divieto dovesse protrarsi anche con la fine dello stato di emergenza previsto per marzo, e in tal senso nessuna indicazione è stata finora fornita dal governo centrale se sarà revocato anche il protocollo di sicurezza.

Il problema è infatti che ad oggi sono vietate prove di esame in presenza superiori ad un’ora, essendo ritenuto rischioso rimanere oltre in una stanza al chiuso. E normalmente un concorso per dirigente, ben più complesso di quello per semplici dipendenti e funzionari, prevede due prove scritte della durata di 4 ore ciascuna, tenuto conto della complessità dei quesiti e dei problemi di carattere amministrativo che candidati sono tenuti a risolvere, e c’è poi la prova orale.

Come già riferito da Abruzzoweb una pezza è stata messa intanto assumendo a tempo indeterminato nove dirigenti della giunta, attingendo alla graduatoria del concorso di luglio bandito dal Consiglio regionale, per l’assunzione anche qui di tre dirigenti dei 5 vacanti. Altri due dirigenti sono stati chiamati dall’Ente regionale risorsa idrica (Ersi) e uno dal Comune di Pescara.

A rendere possibile la copertura dei posti di vertice delle amministrazioni, è ora, paradossalmente l’emergenza covid 19 e l’approvazione della legge regionale 23 del 29 novembre scorso, che ha consentito, nelle more della normativa nazionale, di attingere a quella graduatoria, per coprire almeno in parte i buchi di organico nella Giunta regionale

Ora però occorre stringere i tempi anche con i tre concorsi per gli altri 14 dirigenti, e una possibilità potrebbe essere offerta dalla possibilità, approvata dal ministero, di strutturare prove di esame direttamente da casa con il candidato collegato on-line e con la garanzia che non ci siano irregolarità.

La base di partenza su cui ragionare è del resto il concorso già svolto a dicembre per l’assunzione di 74 dipendenti di categoria B, C e D, tra economisti, amministrative e agronomi.

Concorsi che si sono svolti in due luoghi fisici, negli spazi della fiera dell’Adriatico a Pescara e della Fiera di Roma nella capitale, ma con l’utilizzo di tablet per eliminare la carta, possibile veicolo di contagio, ed altre misure di sicurezza. Il punto è però che questi concorsi hanno avuto la durata di una sola ora, dunque consentiti dal protocollo governativo, che invece impedisce di fare altrettanto per i concorsi più lunghi e complessi come appunto quelli da dirigente.

Scorrendo la graduatoria che si è formata, entro l’estate saranno assunte altre 200 dipendenti, riuscendo dunque finalmente a raggiungere quota 1.400 dipendenti, quelli previsti nel piano del personale, colmando i pensionamenti e, anche qui, il blocco delle assunzioni determinato da inizio 2020 con le prime drammatiche ondate della pandemia, che ha causato prolungati ritardi nello svolgimento dei concorsi.

Come a dire: dall’estate prossima l’esercito dei dipendenti regionali sarà più o meno a ranghi completi, ma occorre che lo stesso avvenga anche a livello dei colonnelli, ovvero dei dirigenti.

Aspetto non secondario, viste le tante sfide che si troverà a dover affrontare la macchina burocratica regionale, dove ancora oggi mancano tre dirigenti per ciascuno dei nove dipartimenti, in una situazione di oramai cronica emergenza, in cui le caselle vuote vengono riempite ad interim dai dirigenti in carica, alcuni dei quali devono presiedere anche quattro uffici differenti, con inevitabile rallentamento delle pratiche e pregiudicando l’efficienza della macchina amministrativa. f.t