L’AQUILA – La difficile quadra trovata nel centrodestra abruzzese per la composizione della nuova giunta regionale ha fatto emergere le difficoltà di comporre un esecutivo di soli sei assessori, compito arduo soprattutto se gli appetiti da accontentare sono molti.
E il presidente, Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, ha fatto notare come il numero di componenti della giunta sia troppo esiguo, prendendo ad esempio le giunte comunali che, soprattutto nelle grandi città, possono raggiungere anche il numero di 12 assessori.
“Lo considero un problema di funzionalità dell’ente – ha affermato il governatore -, le Regioni hanno un patrimonio sterminato di deleghe e competenze di un lavoro enorme da fare sul territorio vasto e nel rapporto con Roma dove quasi tutte le settimane gli assessori sono chiamati a presidiare i ministeri, credo che a sole sei persone questo compito immane sia alla radice di tante disfunzionalità, quindi porrò questa riflessione al Consiglio alla prima seduta”.
Un’affermazione che non è passata inosservata a molti, e c’è chi ha ricordato che la norma che ha tagliato il numero di assessori per ridurre gli enormi costi della politica delle Regioni fu varata dal Parlamento anche con il voto dello stesso Marsilio, all’epoca deputato.
Il decreto legge 138 del 2011, passò infatti l’esame della Camera con l’ok del gruppo del Popolo della libertà al quale apparteneva l’attuale governatore.



