GIULIANOVA – Si è conclusa dopo 37 anni una odissea giudiziaria con il risarcimento di circa mezzo milione ai familiari di una donna deceduta in seguito a una trasfusione da cui derivò una infezione letale.

La sentenza, come  riporta il Messaggero,  è della Corte di appello di Perugia che ha ritenuto provata la responsabilità dell’Asl dell’Umbria 1 visto che la trasfusione di sangue alla donna giuliese fu fatta lì.

Il figlio della donna, nel raccontare il calvario da lei patito, ha precisato che le sofferenze sono andate avanti  per circa 20 anni senza avere la guarigione sperata e dopo il decesso fu avviata la causa di risarcimento che in primo grado durò 12 anni:  dopo una prima  sentenza sfavorevole le speranze di avere giustizia erano ridotte al minimo.

Poi, però, c’è stata la decisione della Corte di Appello  perugina che, ribaltando il verdetto, ha fatto giustizia nella vicenda iniziata nel lontano 1986.

La famiglia della vittima lancia comunque il messaggio che la giustizia è lenta ma arriva e poi di denunciare sempre quando ci sono casi di malasanità. Ora il caso potrebbe approdare in CassazIone se l’Azienda sanitaria farà appello.