GIULIANOVA – Un noto imprenditore di Giulianova (Teramo), del quale non sono state rese note le generalità, è stato arrestato questa mattina  dalla guardia di Finanza. Anche due donne legate all’imprenditore sono state coinvolte dal provvedimento di custodia cautelare, emesso dal Gip del Tribunale di Teramo su richiesta della locale Procura della Repubblica.

I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale continuata, alla truffa aggravata e continuata, alla ricettazione, al reato di omessa dichiarazione fiscale, all’insolvenza fraudolenta, alla dichiarazione infedele e ad altri illeciti di natura valutaria.

Le indagini hanno interessato altre 8 persone, denunciate a piede libero per varie ipotesi di reato, tutte collegate ad una concessionaria di motocicli, con sedi a Giulianova e Martinsicuro, gestita dagli arrestati.

Tutti gli undici indagati sono accusati di aver costituito, tra il 2007 e il 2008, «una stabile associazione criminale avente lo scopo di commettere un numero indeterminato di delitti tra cui quello di bancarotta, evasione fiscale e truffa nei confronti dei clienti e fornitori».

Sono state accertate distrazioni patrimoniali per un importo complessivo superiore ai 13 milioni di euro.

Quasi tutte le denunce raccolte dalle Fiamme Gialle teramane hanno la stessa matrice: all’ignaro cliente che si rivolgeva al concessionario per l’acquisto del motociclo, oltre all’anticipo versato a titolo di caparra, veniva fatto sottoscrivere un finanziamento da agenzie di credito.

Trascorso qualche giorno per le incombenze burocratiche, però, della moto acquistata non rimaneva alcuna traccia ed al cliente restava solo il pagamento delle rate del finanziamento, regolarmente incassato dal concessionario.

La Guardia di Finanza ha anche accertato che erano finiti nella rete del truffatore anche altri concessionari ed importatori di motocicli sparsi per l’Italia ai quali, a fronte di forniture di mezzi, non veniva pagato alcun corrispettivo.

I tre arrestati, per sottrarsi alle pretese erariali ed alle azioni legali delle vittime delle truffe avrebbero, secondo gli inquirenti, fittiziamente interposto nella gestione societaria dei “prestanome” in qualità di amministratori, tra i quali anche due cittadini rumeni, nullatenenti.

Nel corso delle indagini i finanzieri hanno anche scoperto che uno degli arrestati disponeva di uno yacht di ingente valore, ormeggiato al porto di Spalato, in Croazia, e che da successivi accertamenti è risultato essere stato sottratto ad una società di leasing del nord Italia, senza pagamento delle rate pattuite, per poi essere nuovamente immatricolato presso la Capitaneria di Porto di Giulianova.

Ingenti somme di denaro appartenenti all’imprenditore, pronte per essere portate all’estero, sono state sottoposte a sequestro.
 
Le indagini continuano per verificare le responsabilità di altri soggetti che avrebbero provveduto alla vendita di motocicli a prezzi decisamente “competitivi” in danno dell’erario e delle altre aziende che operano regolarmente sul mercato.