PESCARA – Niente multa per chi si ferma a chiacchierare con una prostituta. Lo ha deciso una sentenza del giudice di pace di Pescara, l’avvocato Anna Maria Bertucci Bellafante, la numero 2213 del 2011, depositata il 2 gennaio scorso.
I fatti risalgono al 2008, in particolare al 25 agosto, quando un giovane di 19 anni fa salire una prostituta sulla sua automobile, una Renault Clio, sulla via della Bonifica, a Pescara.
Pochi minuti dopo l’auto viene affiancata da una pattuglia della polizia, gli agenti, in base all’ordinanza emanata pochi giorni prima dal Comune di Pescara che vietava ogni sosta o fermata nei luoghi notoriamente deputati alle “lucciole”, infliggono una multa di 500 euro al conducente.
Il giovane, però, non paga e quasi tre anni dopo, il 12 maggio 2011, riceve a casa un’ingiunzione a firma del dirigente del settore Mobilità del Comune.
Ma l’ormai ventunenne non ci sta e si rivolge a un avvocato, chiedendo la cancellazione della sanzione amministrativa. Annullamento che è stato concesso dal giudice Bertucci Bellafante nella sentenza del 29 dicembre dello scorso anno.
L’ordinanza numero 732 del 2008 del Comune di Pescara, ha deciso il giudice, è da considerarsi illegittima, in quanto la Consulta l’ha dichiarata incostituzionale.
All’ordinanza comunale del 2008, ha dichiarato sempre il giudice nella sentenza, mancano i requisiti di “contingenza e urgenza”.
Il giudice ha condannato inoltre il Comune di Pescara, che intanto ha emanato una nuova ordinanza in merito il 1° febbraio 2011 al pagamento delle spese legali, pari a 300 euro.




