PESCARA – “Un silente messaggio di orrore e una richiesta di pace saranno simbolicamente lanciati dal Ponte del Mare a Pescara. Tutti vestiti di nero, con le mani colorate di rosso, una catena umana simbolo del lutto per le vittime innocenti della guerra in Palestina e Libano”.
Cresce la mobilitazione e anche in Abruzzo arrivano le contestazioni contro “il genocidio che si sta compiendo a Gaza”, proteste per dire “basta a questa complicità con Israele”: questa mattina, domenica 6 ottobre, alle 11.15, andrà in scena l’iniziativa promossa da Cam Lecce e Jorg Grünert dell’associazione Deposito Dei Segni, che vedrà la partecipazione di oltre 40 associazioni organizzazioni del territorio tra le quali la CGIL di Pescara e Rifondazione Abruzzo.
La “Catena Umana: Fermatevi! Giù le mani dalla Palestina e dal Libano – Basta Guerra, Cessate il Fuoco – in solidarietà con le popolazioni civili di Gaza, West Bank, Libano”, “è una azione di protesta civile non-violenta per dare, sul nostro territorio, un segnale di rifiuto della totale disumanizzazione a cui stiamo assistendo inermi”, spiegano gli organizzatori.
E si annunciano giorni di tensione in vista del G7 Sviluppo, in programma nel capoluogo adriatico il 22 ottobre.
Il neo costituito “Coordinamento NoG7 Pescara”, su iniziativa del segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, pescarese ed ex parlamentare e consigliere regionale, ha invitato alla mobilitazione: “il G7 è complice del genocidio che si sta compiendo a Gaza”.
Il presidente della Regione, Marco Marsilio, di FdI, ha però sottolineato: “Noi siamo fieri di poter ospitare un evento di questa importanza, come il G7, che cade peraltro in un momento in cui nel mondo stanno accadendo fatti gravissimi e che darà la possibilità alla città di Pescara e all’Abruzzo intero di essere scenario di un incontro e di vertici di livello internazionale, affrontando tematiche di grandissimo rilievo”.
E ancora: “siamo tutti al lavoro per rendere questo evento, e l’accoglienza, l’organizzazione di questo evento, all’altezza delle aspettative. Poi, per carità, c’è chi dice no a tutto, alle Olimpiadi, ai Giubilei, ai G7, a qualunque cosa si organizzi. È il sale della democrazia, è libertà di parola, però francamente non si capisce cosa dovrebbero contestare, e quale male farebbe una riunione del G7 a Pescara”.





