L’AQUILA – Fuga vincente dell’abruzzese Giulio Ciccone (Trek Segafredo), che si è aggiudicato la 15esima tappa del Giro d’Italia 2022 da Rivarolo a Cogne di 177 chilometri.

Secondo posto, staccato di un minuto e mezzo, per Santiago Buitrago, mentre il terzo posto se lo è aggiudicato Antonio Pedrero. Invariate le prime posizioni della classifica generale, con Carapaz sempre in maglia rosa.

“Oggi è la vittoria più bella in assoluto, è la mia terza al Giro ma ha un valore indescrivibile, visto che arrivo da un periodo difficile e complicato. Dentro di me pensavo che non ero cambiato e che ero io, aspettavo solo il momento giusto. Oggi è stata una di quelle giornate in cui mi sentivo Giulio Ciccone, mi sentivo me stesso. Sapevo che la condizione in questo giro poteva arrivare, doveva arrivare. Ho avuto tanti problemi in questo periodo. È stata dura soprattutto mentalmente, perché quando fai fatica a vincere, riconfermarti è sempre difficile. Tanti ti mettono in dubbio, sono stato criticato praticamente da tutti ultimamente. Però dentro di me sapevo come stavano le cose, a cosa potevo affidarmi e attaccarmi: ho fatto semplicemente quello che so fare”, le parole rilasciate ai microfoni della Rai.

Dall’inferno del Blockhaus al paradiso di Cogne: “Sono stati giorni difficili – ammette Ciccone – Il Blockhaus è stata una batosta, ma la vera batosta è arrivata prima del Giro, quando ero malato e le cose non tornavano dopo che avevamo programmato tutta la stagione per questo appuntamento. Ho avuto il Covid per la seconda volta e di conseguenza bronchite con febbre alta, 15 giorni di antibiotico prima del Giro”.

“È stato un periodo veramente duro. Questa vittoria la voglio dedicare alla mia famiglia e soprattutto alla mia ragazza, che mi è rimasta sempre vicina”, ha concluso Ciccone, abbracciato all’arrivo dal compagno di squadra ed ex maglia rosa Juan Pedro Lopez Perez.