PESCARA – Nel giorno in cui si celebra la Giornata mondiale dell’acqua, in Abruzzo diverse scuole resteranno chiuse proprio per interruzioni idriche dovute alle ormai sempre più frequenti riparazioni delle reti.
Lezioni sospese, quindi, a Montesilvano (Pescara), Silvi (Teramo) e in parte del territorio comunale di Città Sant’Angelo (Pescara) a causa dell’interruzione idrica necessaria per consentire all’Aca la riparazione urgente dell’adduttrice principale dell’acquedotto Vomano-Giardino.
In particolare, a Montesilvano, il sindaco, Ottavio De Martinis, tramite ordinanza, ha disposto la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, e degli asili nido comunali e privati.
A Città Sant’Angelo è stata disposta la chiusura per tutti gli istituti scolastici, ad eccezione delle scuole ubicate all’interno del centro urbano e, pertanto, non interessate dall’interruzione.
Niente acqua dalle 8 alle 18, su tutto il territorio di Montesilvano, tranne Montesilvano Colle, parte di contrada da Macchiano e della zona Vestina Alta (Villa Carmine), e su tutto il territorio angolano, escluso il centro urbano e Villa Cipressi. L’acqua sarà ripristinata dalle 18, mentre la perfetta normalizzazione su tutta la rete avverrà in tarda serata.
In riferimento alla nota emergenza idrica, per la quale in Regione è stata avviata e conclusa anche una Commissione d’inchiesta, presieduta dal consigliere Sara Marcozzi, in Abruzzo si registrano dati allarmanti che superano la media nazionale (36,2%): in testa c’è Chieti, maglia nera d’Italia, con il 71,7% di dispersione, seguita da Pescara (58,9%, undicesimo posto) e da L’Aquila (50,7%, 25/mo posto). Si salva solo Teramo, in 72/ma posizione con il 28,6%. Le perdite superano i cento metri cubi al giorno per chilometro di rete a Chieti e a Pescara; all’Aquila la dispersione va dai 25 ai 39 metri cubi al giorno per chilometro di rete.
I dati sono della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) che ha stimato come, in Italia, per colmare il gap degli investimenti sul “Sistema Acqua” servirebbero 12 miliardi di euro entro il 2030, oltre a 6 miliardi all’anno solo per la depurazione e la manutenzione della rete idrica.






