UNGHERIA – Oltre 80 giornalisti di Index, il sito d’informazione più importante d’Ungheria, si sono dimessi ieri a seguito del licenziamento del direttore Szabolcs Dull: ritengono la scelta del management di mandare via il capo una “chiara intromissione” politica da parte di Fidesz, il partito del primo ministro Viktor Orbán, in uno degli ultimi media indipendenti rimasti nel Paese. 

E poche ore dopo le dimissioni di «massa» della redazione, alcune migliaia di persone si sono riunite a Budapest per chiedere libertà di espressione per i media, protestando sotto la sede della presidenza.

Tutto è cambiato alcuni mesi fa, si legge sul Corriere della Sera, quando Miklos Vaszily, un imprenditore della cerchia di Orbán, ha comprato il 50% delle azioni della compagnia che controlla la pubblicità e i ricavi di Index. 

Vaszily è già editore di una televisione filogovernativa, TV2, e secondo la Bbc avrebbe svolto un ruolo decisivo nel trasformare il sito Origo in un media pro Orbán.Il presidente del board, Laszlo Bodolai, si è rifiutato di farlo. Così la redazione si è dimessa in massa. Tra le decine di giornalisti ad aver lasciato – molti tra le lacrime – il giornale, ci sono anche tre importanti capiredattori. 

Sul sito, i giornalisti hanno spiegato: “Per anni abbiamo detto che ci sono due condizioni per l’attività indipendente di Index: che non ci siano influenze esterne sui contenuti pubblicati e sulla struttura e composizione dello staff. Licenziare Dull ha violato la seconda condizione. La sua rimozione è una chiara interferenza nella composizione della redazione”.