L’AQUILA- L’apertura di agenzie di scommesse, sale slot e Bingo slitta all’inizio della prossima settimana, probabilmente a lunedì o martedì. Lo apprende Agipronews da fonti istituzionali. In serata è atteso il Dpcm del presidente del Consiglio Conte, che dovrebbe indicare il via libera dal 15 giugno. 

Poi, nel giro di un paio di giorni, l’Agenzia delle Dogane appronterà i protocolli sanitari per gli operatori. Le regioni dovranno infine recepire le indicazioni di Governo e Adm in proprie ordinanze, dando così il via definitivo alla riapertura della rete di raccolta, chiusa dall’8 marzo. La data più probabile resta – al momento – quella del 15 giugno ma non è possibile escludere un ulteriore, piccolo ritardo.

La questione è molto calda anche in Abruzzo dove sono complessivamente 2.308 le agenzie ed i punti di raccolta, dove lavorano 7.330 persone oltre ad un indotto di altri 5mila lavoratori: a questi si aggiungono 1.380 tabaccai. Le sale scommesse sportive sono 310 per 930 occupati più un indotto di altri circa 400 dipendenti. 

Nei giorni scorsi una delegazione delle agenzie di scommesse e del comparto delle machine, che comprende slot, video lottery ed operatori delle sale bingo è stata ricevuta all’Aquila dall’assessore regionale al Bilancio e al Patrimonio, Guido Quintino Liris, insieme al presidente della Regione, Marco Marsilio, e all’assessore regionale alle Attività produttive, Mauro Febbo.

A lanciare un altro allarme settimane fa è stato il capo della Polizia Franco Gabrielli in un documento dell’Interpol, nel quale è stata fatta una prima valutazione dell’impatto del Covid-19 sui compiti delle forze di polizia e sull’evolversi della criminalità: “La chiusura delle sale giochi e l’interruzione delle scommesse sportive e dei giochi gestiti dai Monopoli di Stato potrebbero aumentare il ricorso al gioco d’azzardo illegale online così come la pirateria, con l’utilizzo di dispositivi illegali per avere accesso a contenuti multimediali offerti a pagamento da operatori privati”.  

Nel documento, il capo della polizia espone anche i rischi connessi al settore dei giochi ed in particolare a quelli legati alla chiusura dei giochi, sottolineando come le mafie guadagnano sulla pandemia: “un’emergenza, quella del Coronavirus, che rappresenta una situazione grave e nuova e che può attrarre anche la criminalità organizzata”.