SCANNO – “Il lago di Scanno si è abbassato inesorabilmente e la statale 479 di congiunzione è sotto lo scacco di una pioggia di massi: non abbiamo i mezzi per fronteggiare l’emergenza. La siccità, gli eventi sismici hanno portato a un’inesorabile abbassamento del bacino lacustre e probabilmente alla caduta di pezzi di montagna sulla strada”.
A lanciare l’allarme è Eustachio Gentile, commissario straordinario della Comunità montana Peligna. Per quanto riguarda la situazione del lago di Scanno (L’Aquila) spiega ad AbruzzoWeb che “la situazione sia preoccupante dal terremoto del 2009. A oggi il lago si è abbassato di oltre 3 metri. Ho cercato con tutti i mezzi di far rientrare questo bacino nell’ultimo Masterplan senza riuscirvi, per tutelare quello che reputo essere patrimonio naturale di tutta la Regione”.
Il lago di Scanno, nell’omonimo borgo incastonato nel Parco nazionale d’Abruzzo, incastonato nel verde lussureggiante, ha da sempre fatto da grosso attrattore turistico della zona, per la particolarità delle sue acque quasi bianche, per la sua romantica forma che ricorda un cuore e per la quantità di sport, eventi ed attività legate al lago.
“Escluso dal Masterplan – aggiunge Gentile – possiamo solo sperare che vi rientri qualora non venissero impiegate tutte le risorse nei progetti approvati. Abbiamo bisogno di una vera e propria radiografia della zona e prendere in esame il problema. Qui tanti vivono di attività terziarie legate al lago, qualora dovesse scomparire sarebbe un duro colpo per l’economia locale”.
E non solo il lago, ma anche la strada che porta a Scanno, la statale 479, è alle prese con una preoccuoante erosione da parte della montagna e conseguente caduta di massi pesanti. Si tratta di un importante anello di congiunzione con le Gole del Sagittario, area protetta dell’Abruzzo, che abbraccia la provincia dell’Aquila da Villalago a Cocullo.
“Non stiamo parlando di una stradina di campagna – afferma ancora il commissario – ma dell’unica strada percorribile per raggiungere anche Scanno dall’autostrada A25. Questo tratto, meta di tanti turisti anche su due ruote, è diventato pericolosissimo: ci sono frane continue e cadono massi e pietre anche di grosse dimensioni”.
“Anche qui abbiamo subito uno scippo – lamenta – l’anno scorso c’è stata la riclassificazione delle strade gestite dalla provincia e pur avendo tutti i criteri la statale non è stata trasferita alla competenza statale”.
E per Gentile i criteri c’erano tutti: “è un collegamento di primaria importanza, unico accesso a nord per il Parco nazionale, è un ex strada statale, bisognerebbe solo investirci e metterla in sicurezza per consentire un transito regolare e tranquillo”.
“Mi appello anche questa volta al presidente Luciano D’Alfonso, che stimo molto, gli ho scritto ma senza ricevere risposta, per solelcitarlo affinché faccia qualcosa per questo territorio. Siamo un polmone turistico, ma cominciamo a boccheggiare per mancanza di ossigeno”, conclude con l’accorato appello.





