L’AQUILA – “Dal punto di vista della procedura, la designazione di Paolo Gatti alla Corte dei Conti è del tutto legittima. La partita poteva però essere gestita meglio, con maggiore condivisione e comunicazione, questo sì, lo ammetto, e faccio ammenda”.
Lo ha ribadito, senza mezzi termini, nel corso della conferenza stampa sul bilancio di 10 mesi di attività all’Emiciclo, Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale, di Forza Italia.
La vicenda è nota e ha agitato le acque della politica regionale e del centrodestra di Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia: la designazione come giudice non togato della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, incarico retribuito con circa un milione di euro lordo per cinque anni, a spese della Regione, dell’ex “mister 10 mila voti” della politica teramana, Paolo Gatti ex consigliere e assessore di Forza Italia. Designazione che porta la firma di Sospiri e Marsilio, e che ha provocato una spaccatura in seno al centrodestra (Lega e parte di Fi non erano d’accordo) e nelle opposizioni. Ad essere contestata, con Sospiri finito sulla graticola, il fatto che la designazione doveva essere approvata dal Consiglio regionale come recita l’articolo 142 del regolamento. Il parere della Direzione Affari della presidenza, chiamato in causa dallo stesso Sospiri, ha però asserito che la designazione, fatta dal presidente del Consiglio regionale, su delega della conferenza dei capigruppo, è legittima, visto che l’istituto della delega non si limita alle nomine, ma appunto anche alle designazioni. Sarà ora compito della Corte dei Conti nazionale decidere sui requisiti di Gatti, valutando il suo curriculum.
Per Sospiri insomma la questione, per quanto gli riguarda, è chiusa.
E ribadisce: “ho letto e riletto le norme, e posso affermare che se avessi avuto contezza di una forzatura, fatta in buonafede, me lo sarei auto-annullata personalmente, la designazione. Al di là della valutazione nel merito e requisiti del candidato, che spetta alla Corte dei conti, dal punto di vista formale, non ho riscontrato deficienze”.
Un’ammissione però Sospiri la fa: “Riconosco che alcuni appunti fatti dalle opposizioni sono corretti e sensati, la designazione poteva essere gestita meglio, ovvero con maggiore condivisione, comunicandola meglio”.
E aggiunge: “Che io non mi sentissi all’altezza di fare il presidente consiglio è cosa nota. Chi mi sta affianco quotidianamente, sa come sono critico sul’attività che svolgiamo e che svolgo. Il mio impegno è quello di migliorarmi sempre di più”.






