L’AQUILA – “Esprimiamo contrarietà e stupore circa la decisione degli Uffici di Presidenza delle Commissioni Finanze e Attività Produttive che hanno dichiarato inammissibile l’emendamento sui gasdotti che avevamo presentato, insieme ai deputati Raffaella Mariani e Massimo Vannucci, nell’ambito del decreto Sviluppo che arriverà in aula nei prossimi giorni”.

Lo dichiarano i deputati del Partito democratico Walter Verini e Giovanni Lolli, primi firmatari dell’emendamento dichiarato inammissibile, che testualmente recitava: “La localizzazione e la realizzazione di oleodotti e gasdotti che abbiano diametro superiore o uguale a 800 millimetri e lunghezza superiore a 40 chilometri e di impianti termoelettrici e di compressione a gas naturale connessi agli stessi, è incompatibile nelle aree sismiche classificate di prima categoria”.

“La motivazione dell’inammissibilità, poi – proseguono i parlamentari – secondo la quale l’emendamento non recherebbe disposizioni connesse o consequenziali a quelle contenute nel decreto legge, appare incomprensibile e infondata: il decreto, infatti, contiene misure legate alle infrastrutture e agli investimenti energetici e le questioni legate alla compatibilità ambientale e alla sicurezza dei territori interessati non sono certo slegate dalle politiche di sviluppo”.

“C’è inoltre da ricordare – proseguono Lolli e Verini – come l’emendamento ricalcasse in tutto e per tutto il contenuto di una legge regionale recentemente approvata dal Consiglio dell’Abruzzo, in relazione al percorso del gasdotto Brindisi-Minerbio”.

“Continueremo il nostro impegno in tutte le sedi – affermano i parlamentari del Pd – quello stesso impegno che, insieme a Regioni, Province e Comuni interessati e ai Comitati ha portato la Commissione Ambiente della Camera a votare all’unanimità una risoluzione che chiedeva al governo di attivare un tavolo di lavoro per una verifica seria, puntuale e concreta di ogni possibilità di modifica del tracciato del gasdotto, che prevede il passaggio, per centinaia di chilometri, in zone sismiche, in zone classificate di interesse comunitario, in zone di straordinario pregio ambientale”.

“Abbiamo ribadito questa esigenza anche in commissione – concludono Verini e Lolli – e riteniamo che il governo debba e possa adempiere al più presto a questo impegno richiesto dal Parlamento”.