TERAMO – È saltata all’ultimo momento la firma che avrebbe dato il la alla fusione delle casse di risparmio di Teramo e Pescara, la Tercas e la Caripe, un’operazione da 200 milioni di euro.

La decisione è arrivata a sorpresa durante il consiglio di gestione del Banco Popolare (che gestisce la Caripe) a Verona, in cui l’argomento è scomparso dall’ordine del giorno, che prevedeva invece solo l’azzeramento dei vertici (amministratore delegato e direttore generale) e la nomina dei sostituti.

Slittano i tempi per l’ufficialità di una decisione che nella sostanza è già presa: l’accordo fu trovato a fine luglio tra l’avvocato Lino Nisii (nella foto), storico presidente Tercas, e i vertici dello stesso Banco Popolare.

Fonti dell’istituto di credito teramano fanno sapere che si tratta di “ostacoli superabili” e “dettagli tecnici”, e che quindi in discussione non c’è il prezzo d’acquisto della banca pescarese, che è previsto sia pagato metà subito (per acquisire il 51 per cento di Caripe) e metà entro due anni (per arrivare al 95 per cento delle quote).