L’AQUILA – Opposizioni scatenate dopo il mezzo passo falso nel giorno della riapertura della funivia, tornata in funzione questa mattina, bloccata per oltre tre ore da un guasto elettrico, e poi nuovamente riaperta al pubblico.

In un’intervista al Tgr3 Abruzzo il presidente del Ctgs, Vittorio Miconi, ha adombrato la possibilità che il  problema sia stato causato “da qualcuno che voglia mettere in cattiva luce il Gran Sasso, il Centro turistico e il Comune”. Ipotesi di boicottaggio rilanciata anche dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, a margine di una conferenza stampa oggi nella sede comunale di Villa Gioia.

“Cialente e Miconi ai tg hanno adombrato  sospetti di boicottaggi e sabotaggi. Come si permettono? – ha dichiarato il consigliere Pdl Enzo Lombardi –  Se è così dicano chi e perché avrebbe boicottato l’inaugurazione. Spieghino piuttosto che è stato un fatto imprevedibile, se è stato così, invece di invocare gli spettri. Il boicottaggio l’hanno subito gli sciatori. I soldi per la revisione c’erano da settembre 2009, ad agosto 2010 è stato fatto l’appalto per la revisione. Si prenda atto di questo piuttosto”.

L’ex senatore ha rincarato la dose affermando che “Cialente si deve dimettere perché la sua maggioranza lo ha abbandonato, non perché lo chiedono le opposizioni con una mozione di sfiducia. Se non lo farà non è escluso che saranno gli stessi gruppi di opposizione a dimettersi, così che tutti andranno a casa”.

Per il capogruppo della Destra in Consiglio comunale, Luigi D’Eramo, ha affermato che “se di boicottaggio si è trattato presenteremo un esposto in Procura, affinchè si faccia chiarezza su un atto che si può definire terroristico. Anche perché circolano ipotesi che siano boicottaggi interni al Ctgs.  Se fosse così sarebbe lo specchio di ciò che avviene in Comune dove la maggioranza è dilaniata da una guerra interna non dichiarata”.

D’Eramo ha poi spostato il baricentro del discorso sul piano politico: “È evidente che nella coalizione di governo al Comune è in atto una guerra non dichiarata in vista delle elezioni del prossimo anno. Qualcuno dovrebbe dirci se Cialente sarà ricandidato, oppure se le attenzioni sono tutte concentrate per individuare il suo successore, togliendo attenzione ed energie dai problemi della città”.

“Il sindaco deve dire alla città – ha aggiunto il coordinatore comunale dell’Mpa, Corrado Ruggeri – se è vero, come sembra, che il presidente del Centro turistico Miconi sia anche il commercialista e revisore dei conti della Campo Felice spa, un’azienda concorrente. Non c’è nulla di irregolare dal punto di vista amministrativo, ma dal punto di vista etico è evidente che c’è qualcosa che non va dal punto di vista dell’opportunità. Se fosse vero saremmo di fronte all’ennesimo ‘inciucio’ di Cialente”.

Maurizio Leporadi, ex Udc oggi al Gruppo Misto, ha affermato che se se si trovasse nei panni di Cialente si sarebbe già dimesso. “I suoi ex grandi alleati oggi sono i suoi primi oppositori. Basti pensare ai vari Mancini, Masciocco, Perilli o Bernardi, che oggi lo criticano e in alcuni casi, a mio avviso, stanno già ‘studiando’ per diventare il prossimo sindaco”.

La conferenza stampa convocata ‘ad horas’ dalle opposizioni è stata conclusa dal capogruppo Mpa in Comune, Emanuele Imprudente: “Se Lolli, Cialene e la Pezzopane vogliono governare la città, farebbero bene a tornare all’Accademia dell’Immagine. Lì, almeno, farebbero meno danni”.