Prosegue il ciclo di interviste di Abruzzoweb dedicato al Fascicolo sanitario elettronico, la piattaforma digitale che raccoglie la storia clinica dei cittadini e rende disponibili fino a ventuno tipologie di documenti, tra cui referti di laboratorio e radiologia, lettere di dimissioni, verbali di pronto soccorso, prescrizioni, esenzioni e dati vaccinali. Una rivoluzione che a regime garantirà l’interscambio delle informazioni sempre aggiornate e consultabili su tutto il territorio nazionale, con forti vantaggi per la qualità, le tempistiche e l’affidabilità delle prestazioni, anche quelle salvavita e in caso di emergenze
A parlare è questa volta Maria Pia Iovenitti, direttore dell’unità operativa complessa di geriatria dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.
“Nel nostro ambulatorio i pazienti, vista l’età – spiega la dottoressa -, presentano spesso anche patologie cognitive e accade che per le visite non portano la documentazione necessaria, o l’elenco delle terapie che vengono assunte. Questo per noi medici ma anche e soprattutto per il paziente rappresenta una situazione critica, perché non conoscere la terapia di un paziente nel momento in cui si avvicina a una nuova visita specialistica, rende più complesse le una decisione”.
E dunque “il Fascicolo sanitario elettronico è da questo punto di vista fondamentale, risolutivo. È un prezioso archivio che riassume tutta la storia clinica di ciascun cittadino in un unico ecosistema digitale per cui di fondamentale importanza. Non solo per le visite e terapie, anche avviare le pratiche necessarie per la concessione dell’invalidità o dell’indennità di accompagnamento”.
Conferma poi la dottoressa Iovenitti: “la Asl Avezzano Sulmona L’Aquila ha da tempo avviato un percorso di formazione che è obbligatorio per ciascun dirigente medico, per ciascun infermiere per ciascun dottore, che illustra ad ogni singolo operatore sanitario le modalità di utilizzo e implemetazione”.
Aspetto delicato per la piena operatività del fascicolo sanitario elettronico è quello del consenso del cittadino, ancora lontano dal target, anche in Abruzzo, senza il quale è precluso l’accesso al medico.
“Siamo in un’epoca quantomeno bizzarra, a proposito della privacy, perché ciascuno di noi utilizza sempre di più i social network, naviga su facebook e Instagram, ci si va a documentare su ogni singolo aspetto della vita quotidiana di chiunque. Poi però si registrano immotivate resistenze per la condivisione, in assoluta sicurezza della documentazione clinica nel Fse, accessibile solo ai medici, e per garantire le cure”.
Prosegue Iovenitti: “dobbiamo invece considerare quanto può essere prezioso il Fse nel caso ad esempio che una persona in condizioni di incoscienza magari dopo un grave incidente, per intervenire al meglio in Pronto soccorso, con il medico del reparto di emergenza che è in condizioni di vedere la terapia che sta eventualmente assumendo, gli accertamenti che ha fatto in precedenza. Quindi è fondamentale fornire questo consenso, sapendo anche che relativamente a determinate documentazioni ritenute riservate e meritevoli di privacy, ad esempio un aborto, è possibile negare il consenso”.





