CAMPOBASSO – Papa Francesco è in Molise.

Ad attendere Bergoglio, un vero e proprio tour de force per una visita storica nella regione del centro sud italiano.

Sono 4 mila gli abruzzesi presenti, oltre a numerose autorità religiose e civili e il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso.

Oltre 150 mila i fedeli a Campobasso, 50 mila da Isernia, più di 20 mila da Castelpetroso per incontrare lavoratori, poveri, insomma, una popolazione che lo ha accolto con gioia.

“Si tratta di conciliare i tempi del lavoro con i tempi della famiglia”, ha detto Francesco nel suo discorso all’Università del Molise incontrando il mondo del lavoro e dell’industria.

Il Papa ha definito questo un punto “critico”, che “ci permette di discernere, di valutare la qualità umana del sistema economico in cui ci troviamo”. 

“La domenica libera dal lavoro – eccettuati i servizi necessari – sta ad affermare che la priorità non è all’economico, ma all’umano”. ha anche detto papa Francesco durante l’incontro col mondo del lavoro. “Forse è giunto il momento di domandarci se quella di lavorare alla domenica è una vera libertà”, ha aggiunto. “Oggi vorrei unire la mia voce a quella di tanti lavoratori e imprenditori di questo territorio nel chiedere che possa attuarsi anche qui un ‘patto per il lavoro'”, ha proseguito Francesco.

“Non avere lavoro non è solo non avere il necessario per vivere: no, noi possiamo mangiare tutti i giorni, andare alla Caritas o altre associazioni.Il problema è non portare il pane a casa, questo toglie la dignità”, ha sempre detto il Papa a Campobasso. “Il problema più grave non è la fame, è la dignità: dobbiamo difenderla e la dà il lavoro”.

“Questa è una delle più grandi sfide della nostra epoca: convertirci ad uno sviluppo che sappia rispettare il creato”, ha sottolineato papa Francesco.

“Io vedo l’America, che è la mia patria – ha proseguito ‘a braccio’ -: tante foreste spogliate, che diventano terra che non si può coltivare, che non può dare vita”.

“Per un contadino restare sulla terra non è rimanere fisso: è un dialogo fecondo, creativo” ha sottolineato Francesco. “Il dialogo di un uomo con la sua terra la fa fiorire, la rende feconda. E questo è importante”, ha aggiunto.

“Se non cerchiamo di rompere gli schemi non andremo avanti.Bisogna essere creativi sul futuro” ha spiegato il papa con riferimento a una sua stessa frase, ricordata dal rettore Gianmaria Palmieri, su “Dio che rompe gli schemi”. Francesco, nel suo discorso, ha sottolineato anche “l’importanza della ricerca e della formazione anche per rispondere alle nuove complesse domande che l’attuale crisi economica pone, sul piano locale, nazionale e internazionale”.

La disoccupazione è “una piaga che richiede ogni sforzo e tanto coraggio da parte di tutti”, ha ammonito il Papa nella messa a Campobasso. “Quella del lavoro è una sfida che interpella in modo particolare la responsabilità delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e finanziario”, ha osservato invitando a “porre al centro” la dignità umana.

“Il Signore ci libera da ambizioni e rivalità, che minano l’unità e la comunione. Ci libera dalla sfiducia, dalla tristezza, dalla paura, dal vuoto interiore, dall’isolamento, dai rimpianti, dalle lamentele” ha anche rilevato Francesco nell’omelia. “Anche nelle nostre comunità infatti – ha aggiunto – non mancano atteggiamenti negativi, che rendono le persone autoreferenziali, preoccupate più di difendersi che di donarsi. Ma Cristo ci libera da questo grigiore esistenziale”.

L’evento ha imposto un’organizzazione imponente, curata nei minimi dettagli. Partenza in elicottero dal Vaticano alle 7.45 arrivo in un’ora a Campobasso, atterraggio all’Eliporto dell’Università del Molise.

Dalle 9, Papa Francesco è a colloquio con rappresentanti del mondo del lavoro nell’Aula magna dell’Università.

Alle 10,30, concelebrazione della Messa nell’ex Stadio Romagnoli, a Campobasso; poi passaggio in Cattedrale della città per salutare, alle 12,30, alcuni malati. Alle 13.00, il pranzo con i poveri assistiti dalla Caritas nella ‘Casa degli Angeli’.

Nel pomeriggio, alle 15, il Papa incontra i giovani delle diocesi di Abruzzo e Molise nel piazzale del Santuario di Castelpetroso.

Alle 16.30, l’incontro con i detenuti nella Casa circondariale di Isernia. Alle 17,45 è previsto il saluto agli ammalati nella Cattedrale della città.

Alle 18,15, nella piazza della Cattedrale, incontra la cittadinanza: durante questo evento viene indetto l’Anno Giubilare Celestiniano.

Alle 19,30, la partenza in elicottero dalla caserma dei Vigili del fuoco di Isernia. Il rientro in Vaticano è previsto per le 20,15.

SINDACO ISERNIA: ”TREPIDANTE ATTESA”

“La grandezza di questo momento è il sentimento di amore che unisce tutta la città, che vive con trepidante attesa le ore che mancano all’incontro con il Papa”.

Così il sindaco di Isernia, Luigi Brasiello, dopo l’incontro con il Prefetto, Filippo Piritore, con il quale ha definito gli ultimi dettagli del piano di accoglienza ed evacuazione dei pellegrini.

“Secondo le nostre stime – ha detto Brasiello – sono attesi tra 50 mila e 70 mila pellegrini da Abruzzo, Lazio e soprattutto Campania”.

Questa mattina la città si presenta deserta, ma per il sindaco “è solo la quiete prima della tempesta”.

I numeri: 3500 transenne, 6 maxischermi, sette punti di raccolta, 500 uomini delle forze dell’ordine, 200 uomini del Cisom (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta) e 700 volontari della Protezione Civile. Per l’arrivo del Papa il comune di Isernia ha deliberato una spesa di 100.000 euro. Le autorità locali incontreranno il Pontefice davanti al carcere. Papa Francesco sarà in visita privata nel penitenziario accompagnato soltanto dalla direttrice della struttura