TERMOLI – Circolazione ferroviaria sospesa, un tratto della A14 Bologna-Bari chiuso e stop alle lezioni. Sono le conseguenze della frana che in questi giorni si sta estendendo a Petacciato, in provincia di Campobasso in Molise.
Il fronte dello smottamento, di circa 4 chilometri, il più esteso di Europa, ha spaccato in due l’Italia, con gravi ripercussioni per l’Abruzzo, isolato da sud Italia.
La frana ha infatti ha deformato la linea ferroviaria e anche le strade, e ci sono tratti dove non c’è viabilità alternativa se non nell’entroterra, non capace comunque di sopportare il carico del traffico pesante. Ecco perché si sta ragionare anche sull’utilizzo del mezzo navale e dei porti principali.
Lungo la tratta adriatica della ferrovia, i binari si sono deformati di una decina di centimetri, tra Montenero di Bisaccia e Termoli.
I sensori presenti nella zona, proprio in seguito al movimento franoso, si sono subito attivati, lanciando l’alert che ha reso necessaria la sospensione della circolazione ferroviaria.
Trenitalia conferma che non è possibile prevedere i tempi di ripristino della linea. Sul posto sono presenti i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana che monitorano l’evoluzione del movimento franoso. I treni a lunga percorrenza provenienti da Nord sono limitati e partono da Ancona e Pescara.
Il trasporto regionale garantisce il collegamento fino a Vasto – San Salvo. Alcuni collegamenti, da e per la Puglia, percorreranno la linea via Foggia – Caserta – Roma – Bologna con allungamento dei tempi di viaggio. Trenitalia ha previsto il rimborso integrale del biglietto in caso di rinuncia al viaggio.
L’autostrada A14 è ancora chiusa con notevoli disagi per la circolazione. E’ in vigore dalla mezzanotte anche il divieto di transito per i mezzi pesanti oltre le 7,5 tonnellate sull’autostrada A14, tra Val di Sangro e Vasto sud in direzione Bari.
Il provvedimento, adottato da Autostrade per l’Italia in accordo con le autorità competenti, si somma alle chiusure già in corso per tutti i veicoli nei tratti Vasto sud-Termoli verso Bari e Poggio Imperiale-Vasto sud verso Pescara.
Le chiusure, disposte ieri, seguono l’attivazione del sistema di monitoraggio del fronte franoso di Petacciato, in Molise, e servono a garantire verifiche tecniche in sicurezza.
I tecnici di Autostrade continuano a sorvegliare la frana, che non si è ancora stabilizzata, rendendo impossibile prevedere i tempi di riapertura del tratto. Al momento non si registrano code nelle due direzioni.
Per i veicoli leggeri in direzione Bari, si consiglia, dopo l’uscita obbligatoria a Vasto sud, di percorrere la SS650 Trignina, seguire le indicazioni per Isernia/Campobasso e poi per Termoli, rientrando in A14 a Termoli. Per i veicoli leggeri verso Pescara, dopo l’uscita obbligatoria a Poggio Imperiale, bisogna percorrere la SS16 fino a Termoli e poi la SS650 Trignina verso Vasto, con rientro in A14 a Vasto sud.
Per i mezzi pesanti e le lunghe percorrenze, Autostrade suggerisce, verso Bari, di transitare sulla A1 Milano-Napoli, poi sulla A16 Napoli-Canosa e proseguire verso Bari. In direzione opposta, da Bari, il percorso consigliato è la A16 Napoli-Canosa, immissione sulla A1 Milano-Napoli verso Roma e prosecuzione lungo la A1.
La situazione risulta ulteriormente aggravata dalla precedente chiusura di un tratto della Strada Statale 16, già compromesso dal crollo di un viadotto sul Trigno.
“È un’emergenza nazionale”, ha dichiarato il presidente della Regione Molise Francesco Roberti. Oggi ci sarà un vertice con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si legge in una nota di Palazzo Chigi, è in costante contatto con i ministri competenti, Matteo Salvini e Nello Musumeci, con il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, e con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e segue gli aggiornamenti in tempo reale.
La Protezione Civile ha attivato un comitato operativo per coordinare gli interventi urgenti e valutare misure immediate.
Il governatore Roberti ha visitato il luogo della frana con il sindaco di Petacciato, Antonio Di Pardo. Lo smottamento sarebbe stato causato dal maltempo – sono caduti circa 200 millimetri di pioggia – che ha colpito la zona negli ultimi giorni: “È difficile non collegare la riattivazione di martedì con le piogge abbondanti che la settimana scorsa hanno interessato tutto il territorio molisano”, ha detto Domenico Angelone, presidente dell’Ordine dei geologi del Molise.
Non è la prima volta che si verifica un evento del genere, gli studi sul territorio riportano che la frana si è attivata almeno quindici volte dall’Ottocento. Più di 11 anni fa, il 18 marzo 2015, è stato necessario abbattere una decina di case per la pericolosità del movimento franoso. Una “frattura” nel terreno che si estende dal paese verso il mare.
Una sessantina i residenti che sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. Le famiglie coinvolte sono state allontanate dalle case situate lungo il fronte franoso, dove si registrano movimenti del terreno argilloso. Una condizione che ha reso inevitabili gli sgomberi per motivi di sicurezza.
Le lezioni sono state sospese in tutte le scuole di ogni ordine e grado presenti nella provincia di Campobasso. La decisione è stata formalizzata dalla prefettura con un’apposita ordinanza firmata il 7 aprile. L’obiettivo è ridurre la circolazione così da facilitare le operazioni sul territorio ed evitare maggiori disagi per la popolazione.




