CHIETI – Prosegue il tormentone ormai anche un po’ stucchevole delle polemiche e della guerra di logoramento all’interno di Forza Italia regionale.
Protagonisti, ancora una volta, da una parte Nazario Pagano, il presidente regionale, nominato direttamente da Silvio Berlusconi, dall’altra l’ex assessore regionale Mauro Febbo, esponente dell’area ex Alleanza nazionale del partito, che non riesce a digerire la gestione “verticistica” di Fi.
Febbo questa volta imputa a Pagano di aver convocato una riunione con i partiti del centrodestra che guidano la città di Chieti in vista delle elezioni del 2015 senza però convocarlo, e tenendo fuori dalla porta altri autorevoli esponenti teatini di Fi, oltre allo stesso Febbo, anche il senatore Fabrizio Di Stefano.
Un smacco per Febbo, per di più consumato nella sua città. E il consigliere regionale, presidente della commissione di Vigilanza, non perde l’occasione per chiedere che il futuro candidato sindaco della città sia scelto attraverso le primarie, che poco piacciono a Pagano, e per accusare il presidente regionale di “agire in stile carbonaro” e di essere il responsabile delle recenti sconfitte elettorali.
LA LETTERA COMPLETA
Apprendo con grande stupore che ieri sera presso la sede del coordinamento regionale di FI a Pescara si è svolta una riunione con i partiti del centro destra che guidano la Città di Chieti. All’incontro erano presenti per il Nuovo centro destra la senatrice Federica Chiavaroli e il capo gruppo Raffaele Di Felice, per la Federazione dei liberali, il coordinatore provinciale Antonio Tavani e il presidente del Consiglio Marcello Michetti, per l’Unione di centro il presidente Enrico Di Giuseppantonio e il segretario cittadino Andrea Buracchio.
A quanto pare tutti i partiti erano presenti, doverosamente ed opportunamente, con i propri responsabili politici della città di Chieti mentre Forza Italia era rappresentato solo da te, dimenticando che nella mia città, in consiglio comunale all’interno dello schieramento di Forza Italia siedono un parlamentare nazionale, Fabrizio Di Stefano, il capogruppo e ben quattro assessori oltre al sottoscritto che, mi permetto di ricordarti, è stato il primo degli eletti in provincia di Chieti in consiglio regionale, ha ricoperto negli anni incarichi istituzionali (comunali, provinciali e regionali) di prestigio e peraltro ancora membro dell’Assemblea nazionale del partito.
Non ti sembra che per l’ennesima volta hai fatto tu stesso ed hai fatto fare al nostro partito un gran brutta figura?
Intendi gestire anche questa competizione elettorale come hai fatto con le regionali o, peggio ancora, come hai fatto con Pescara dove prima ti sei dichiarato favorevole alle primarie e poi contrario disorientando i nostri dirigenti ed elettori?
Anche a Chieti è stato posto il problema delle primarie ma la questione è già stata affrontata localmente da tempo con il coinvolgimento di tutti i rappresentanti in Consiglio e della classe dirigente come siamo abituati a fare.
La condivisione nella scelta delle primarie, unanimemente, è arrivata nella consapevolezza che bisogna tenere l’alleanza il più ampia e compatta possibile, con il coinvolgimento di tutti i partiti del centro destra ma anche delle liste civiche e questo in un momento particolarmente difficile per l’amministrazione Comunale, anche per il “tradimento” di almeno 7 consiglieri eletti nel nostro schieramento ma passati al centro sinistra.
Per noi le primarie di coalizione, decise e fatte in armonia, devono rappresentare un strumento per rafforzare la buona attività di Governo svolta in questi difficili anni (dissesto ereditato dall’ex sindaco Ricci, azzeramento dei trasferimenti dal Governo centrale), magari offuscata da una conflittualità in seno al Consiglio comunale ampliata spesso ad arte da taluni mezzi d’informazione.
E su questo tema da tempo già c’è un confronto politico, reso difficile perché giudicato sia da un alleato (Ncd) sia dallo stesso sindaco Umberto Di Primio una ‘diminutio’ nei confronti dell’amministrazione e del sindaco.
Noi siamo di tutt’altro parere e riteniamo quello delle primarie l’unico strumento utile e aggregante per confermarci alla guida della città, perché, come credo tu sappia, a me e a noi piace vincere.
Su tutte queste argomentazioni con chi ti sei confrontato?
Come fai a sedere ad un tavolo, peraltro regionale, non conoscendo nulla delle problematiche politiche ed amministrative della mia città?
Da te mi sarei aspettato piuttosto la convocazione del Consiglio di Forza Italia. Articolo 29 dello Statuto, come vedi che lo conosco.
Per esaminare quanto accaduto all’Anci o i risultati delle elezioni Provinciali, magari cercando di analizzare la sconfitta inaspettata della Provincia di Teramo. No, nulla di tutto questo, ma in perfetto stile “carbonaro”.
Partecipi ad una riunione per parlare di cosa?
Ti sei delegittimato da solo (sic!), neanche il sindaco ha partecipato all’incontro, anzi mentre perdevi tempo, fissava un’altro incontro con il sottoscritto e con l’onorevole Di Stefano, per poi allargarlo a tutta la coalizione. Cosa dire di più? E non mi dire che hai parlato con Dudù”.






