PESCARA – All’interno di Forza Italia abruzzese a parlare è soprattutto il silenzio, sul pasticcio delle nomine dei quattro commissari coordinatori provinciali, che sarebbero state decise, si accusa dentro il litigioso partito abruzzese, dal presidente regionale Nazario Pagano forzando il regolamento e all’insaputa del presidente Silvio Berlusconi e del partito nazionale a cui spettano le nomine, a differenza di quanto dichiarato dallo stesso Pagano.
“Non ho nulla da dichiarare”, taglia corto infatti Pagano, contattato da AbruzzoWeb. Nulla da dire e replicare dunque, nemmeno sul rischio di perdere la sua carica di presidente, almeno come riferito da fonti interne al partito, vista l’irritazione dei vertici romani.
A parlare è, invece, Antonella Di Nino, avvocato e da pochi giorni ex vice presidente della Provincia dell’Aquila, riconfermata coordinatrice provinciale e che definisce a questa testata “fantapolitica” le accuse mosse a Pagano, in quanto “non mi risulta che Roma non sapessero delle nomine dei coordinatori”.
Allo stand di questo giornale al Salone della ricostruzione è, poi, anche uno dei vice presidenti regionali del partito, l’aquilano Guido Liris, a commentare, spezzando una lancia in favore di Pagano e facendo notare che, alla vigilia delle elezioni regionali in alcuni territori-chiave italiani, non ci saranno uragani nei vertici del partito.
A parte questi pochi, comunque sollecitati da AbruzzoWeb e da considerarsi rare eccezioni, non si registrano poi commenti, prese di posizione dei vertici e dei big del partito abruzzese. Neanche semplici auguri di buon lavoro.
Ed è stato AbruzzoWeb infatti a sollevare il caso riferendo dei malumori crescenti dentro il partito. E questo è un silenzio che potrebbe essere letto come il sintomo di un forte imbarazzo. O, forse, come la quiete prima della tempesta.
Altre polemiche potrebbero ora innescarsi per le nomine dei vice coordinatori-commissari, anch’essi ad appannaggio del partito nazionale.
Dalla rete sociale di Facebook si apprende, poi, che è stato già nominato Jwan Costantini, già coordinatore di Forza Italia a Giulianova, in provincia di Teramo, come vice di Vincent Fanini, neo coordinatore in provincia di Teramo: un fedelissimo del vice presidente del Consiglio regionale in quota all’opposizione, Paolo Gatti. Fanini conferma come la Di Nino e come detto fin da subito da Pagano che la sua nomina è stata voluta “da Berlusconi in persona”.
Pagano è oggetto di duri attacchi all’interno del partito per aver sostituto i vecchi coordinatori provinciali, Tiziana Magnacca (Chieti), Maurizio Brucchi, sindaco di Teramo (Teramo), Lucio Petrocco (Pescara), rispettivamente con Daniele D’Amario, Vincent Fanini e Carlo Masci, quest’ultimo ex assessore regionale al Bilancio e leader del movimento civico Pescara futura. La sola riconfermata, la Di Nino come coordinatrice della provincia dell’Aquila.
Sostituzioni motivate da Pagano, a causa di “impegni istituzionali” dei coordinatori prima in carica.
Nomine che sarebbero state fatte forzando il regolamento, non condividendo le scelte, secondo fonti del partito nazionale, né con il leader Berlusconi, né con Marcello Fiori, fresco coordinatore nazionale degli Enti locali, né la senatrice Maria Rosaria Rossi, capo dello staff di Berlusconi e amministratrice straordinaria di Forza Italia. Che delle avvenute nomine lo avrebbero dall’agenzia Ansa.
Pagano in conferenza stampa a Pescara il 2 maggio scorso nel presentare i “nuovi coordinatori” aveva sostenuto che “queste nomine sono state decise dal presidente Berlusconi in persona”, citando un incontro che sarebbe avvenuto con l’ex Cav il 1° maggio, giorno in cui, sempre secondo i boatos a lui ostili, non c’è stato nessun ufficio di presidenza e anche un ufficio di presidenza del 29 aprile a Roma, in cui Berlusconi non c’era.
E dove con Fiori e Rossi non si sarebbe parlato delle nomine dei coordinatori. Le nomine sarebbero state condivise, invece, con Deborah Bergamini, responsabile nazionale della comunicazione. Quest’ultima avrebbe firmato i provvedimenti, ma starebbe scaricando Pagano vista la piega che ha preso la vicenda.
Altro silenzio è poi quello che avvolge le nomine, visto che non si sono registrati commenti da parte dei big del partito regionale. L’unica a parlare, a seguito della notizia della nomina del neo coordinatore D’Amario, è la portabandiera cittadina di Lanciano (Chieti), Luciana Di Castelnuovo, che gli ha pubblicamente fatto gli auguri di buon lavoro.
Non si registrano prese di posizione nemmeno da parte degli azzurri di Pescara, dove pure è diventato coordinatore un pezzo da novanta della politica abruzzese come l’ex assessore regionale Masci, proveniente dal civismo.
Eppure, la nomina di nuovi coordinatori è un fatto di grande rilevanza in un partito.
Di Nino, contattata da AbruzzoWeb, difende invece la legittimità delle nomine, e dunque il presidente Pagano, e replica alle accuse che gli sono piovute addosso e secondo le quali la presunta forzatura di Pagano, con nomine fatte pochi giorni prima le elezioni provinciali del 2 maggio, ufficializzate lo stesso giorno del voto, erano necessarie per poter senza attriti riconfermare senza attriti la Di Nino, nonostante la mancata elezione del candidato forzista Antonio Del Corvo, ex presidente della Provincia, sostenuto con particolare impegno dalla Di Nino, che è stata sua vice per 5 anni.
“Non mi risulta che da Roma non sapessero nulla delle nomine – afferma Di Nino – non ho motivo di dubitare sul fatto che tutto sia stato fatto secondo le regole, come mi ha ribadito il presidente Pagano. Se poi qualcuno vuole fare fantapolitica, faccia pure”.
La Di Nino, tra l’altro, non si mostra preoccupata dalle accuse provenienti da aree del partito da sempre ostili a Pagano, auspicando che “al di là delle polemiche e dell’accesa dialettica che fa anche bene alla crescita del nostro del partito, il mio auspicio è comunque che si possa ritrovare serenità e compattezza”.
Per quanto riguarda, inoltre, la sua contestata riconferma, Di Nino assicura che “da coordinatrice provinciale ho appoggiato tutti i candidati, non solo Antonio Del Corvo” e che con un lavoro di squadra Forza Italia è riuscita “a eleggere tre consiglieri in una competizione disperata, con l’esito già dettato dal meccanismo elettorale e del maggior peso dei voti di sindaci e consiglieri delle città più grandi tutte in mano al centrosinistra”.
Infine la nomina dei vice commissari coordinatori: anche qui si sospettano forzature, con nomine non avallate a Roma.
Se la Di Nino infatti annuncia che entro un mese sarà proposto a Roma il nome del possibile vice coordinatore della provincia dell’Aquila, per quanto riguarda la Provincia di Teramo si apprende da un commento su Facebook postato da Laura Ciafardoni, capogruppo Fi nel Consiglio provinciale di Giulianova, della nomina di Costantini a vice-coordinatore: “Un grazie di cuore al neo coordinatore Vincent Fanini e per aver scelto Giulanova come punto di partenza. Grazie per la nomina di un giuliese, Jwan Costantini come vice-coordinatore provinciale”.
Costantini ha replicato ringraziando Fanini, Ciafardoni e “in particolare il vicepresidente del consiglio regionale Paolo Gatti che ha sempre creduto nella mia persona e in questo gruppo”.
Fanini, invece, in un’intervista al quotidiano teramano La Città ha ringraziato “per un riconoscimento concesso all’unanimità” Pagano, Gatti, Brucchi e il consigliere regionale Gianni Chiodi, ex presidente della Regione, confermando con orgoglio che la sua promozione è stata “voluta espressamente da Berlusconi”.
Riguardo a una cacciata di Pagano, Liris ha detto che “da quello che mi risulta non ci sono le condizioni. Basta capire le regole base della politica, siamo alla vigilia di elezioni regionali e non viene mai toccato nessuno, non vengono fatte operazioni puntiformi sul territorio – ha evidenziato – Dopo ci sarà una verifica ma riguarderà il partito, non Pagano”.
“Poi se ci saranno cambiamenti radicali al vertice del partito potrebbero esserci anche a livello capillare e locale”, è l’unica concessione di Liris al dubbio.
“Il buon Nazario non ha alcun momento di sfortuna non corre alcun rischio, l’ho sentito e mi è parso costruttivo, mi ha anche fatto i complimenti per il risultato nella provincia dell’Aquila”, ha concluso.






