PESCARA – “Sono mesi e mesi che viene annunciata come imminente e certa la mia defenestrazione, ma anche questa volta non avverrà. Come mi ha assicurato il presidente, Silvio Berlusconi, non ci sarà nessun commissariamento, e ha chiesto anzi ai coordinatori regionali di moltiplicare l’impegno per rilanciare il partito in vista delle prossime scadenze elettorali”.
A parlare ad AbruzzoWeb è il presidente regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, reduce dall’incontro con Berlusconi, assieme ai colleghi, a palazzo Grazioli a Roma.
All’ordine del giorno, la campagna d’inverno di rilancio del partito in vista delle elezioni amministrative di primavera, che in Abruzzo riguarderanno Comuni di peso come Vasto, Francavilla e Lanciano, in provincia di Chieti, e Roseto in provincia di Teramo.
Sono del tutto infondate, dunque, per il coordinatore, le voci insistenti di possibili commissariamenti, già in occasione dell’approvazione di un nuovo Statuto forzista che prevede, come prima misura a partire dal prossimo 15 novembre, proprio l’azzeramento dei presidenti regionali e la nomina di commissari scelti di Roma.
Scenario confermato dallo scapitare di possibili candidati commissari, e i nomi dati in in prima posizione sono quelli dei consiglieri regionali Gianni Chiodi, ex presidente della Regione, e Paolo Gatti, suo ex assessore ora vice presidente del Consiglio, il senatore Fabrizio Di Stefano, la coordinatrice abruzzese dei club Forza Silvio Sabrina Di Stefano e altri ancora.
Un pio desiderio, assicura Pagano, più che un’ipotesi nell’ordine delle cose possibili, almeno in questa fase, vagheggiata dall’agguerrita opposizione interna al suo partito quella degli ex Alleanza nazionale, con in testa i consiglieri regionali Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri e il deputato Di Stefano.
“A palazzo Grazioli, mi spiace deludere qualcuno – sottolinea con forza Pagano – si è parlato di tutt’altro, si è stabilito che gli attuali coordinatori d’ora in avanti dovranno incontrarsi a cadenze settimanali. Il presidente sta tornando in campo con rinnovata energia e determinazione e ci ha chiesto di stargli vicino, di moltiplicare al suo fianco la determinazione e il carico di impegni”.
“Berlusconi sarà presente in tutte le regioni interessate al voto amministrativo, dunque anche in Abruzzo”, annuncia poi Pagano, “e stiamo ragionando già sul format di queste visite, che dovranno avere uno standard uniforme nello stile, nelle location, e nei contenuti”.
Altro incarico che Berlusconi ha affidato ai coordinatori è quello di individuare nella loro regione due o tre sindaci di Forza Italia ritenuti esemplari da spendere come testimonial e supporter dei futuri candidati sindaci.
“Da campioni della buona amministrazione del centrodestra dovranno collaborare – spiega Pagano – anche al programma elettorale dei nostri candidati, a cominciare dalle buone pratiche che in prima persona sono già riusciti a realizzare. E dovranno come noi coordinatori, fare incontri periodici con i sindaci testimonial di altre regioni”.
Certo è che, se Pagano resterà coordinatore, dovrà in un modo o nell’altro trovare una pacificazione o almeno una tregua duratura con l’opposizione interna.
“Con Febbo, Sospiri e Di Stefano – si toglie qualche sassolino dalla scarpa Pagano – ho sempre mostrato grande apertura, ho sempre chiesto loro di collaborare, non li ho mai attaccati a mezzo stampa. Il problema, semmai, è loro. Ma ricordo a tal proposito a Febbo e Sospiri che sono stai eletti perché il sottoscritto, in veste di coordinatore, li ha inseriti in lista. E mi permetto di ricordare che nello statuto di Forza Italia non è prevista la contestazione interna, ma il remare tutti nella stessa direzione”.
Altra indicazione confermata da Berlusconi è quella, tassativa, di andare uniti alle elezioni amministrative, con un unico candidato del centrodestra.
Per quanto riguarda l’Abruzzo, per ora solo a Roseto sembra già essere certa e condivisa da tutti la ricandidatura del sindaco uscente Enio Pavone. Occorre invece un percorso di condivisione, irto di ostacoli, per gli altri comuni. E a tal proposito Pagano non esclude nemmeno lo strumento delle primarie.
“Stiamo già ragionando sul metodo da adottare, con unico obiettivo, per la selezione del candidato sindaco, da scegliere sempre in accordo stretto con i territori. Berlusconi lo ha ribadito più volte, mai e in nessun caso andare divisi, con più candidati del centrodestra, perché, esperienza ce lo ha insegnato, significherebbe sicura sconfitta. Le primarie non sono previste dallo statuto, personalmente non le prediligo, ma non sono escluse, se in determinati contesti dovessero essere utili a convergere su un candidato che sia a tutti gradito. E non avrei nulla in contrario se questo candidato fosse anche di Fratelli d’Italia e non d Forza Italia. L’importante è che sia vincente”.





