L’AQUILA – Alta tensione dentro il partito abruzzese di Forza Italia per la vicenda delle nomine dei commissari o coordinatori provinciali che il presidente regionale, Nazario Pagano, avrebbe deciso senza l’avallo del partito nazionale, dato per molti irritato.
Una tensione che, però, non può esplodere prima delle elezioni comunali del 31 maggio prossimo in cui il centrodestra sarà chiamato a sfide nodali, su tutte quelle dei sindaci di Chieti e Celano, uscenti.
Anche per questo, la consegna da parte dei “big” all’interno delle rissose correnti del partito è quella del silenzio, niente comunicati stampa o uscite pubbliche sul tema.
Se invece contattati da AbruzzoWeb, la linea dei forzisti è quella del basso profilo e della difesa di Pagano, come nel caso del consiglieri di Forza Italia Gianni Chiodi, ex presidente della Regione, e Paolo Gatti, vice presidente del Consiglio, che negano che le nomine dei quattro coordinatori, a differenza di quanto sostengono altri inviperiti nel partito, siano stati decisi dal presidente regionale senza aver avuto l’ineludibile ok del presidente, Silvio Berlusconi, o almeno di Marcello Fiori, coordinatore nazionale degli Enti locali, e della senatrice Maria Rosaria Rossi, capo dello staff di Berlusconi e amministratrice straordinaria di Forza Italia.
Motivo per cui si era ipotizzato, vista l’irritazione del partito nazionale, che in queste ore discute del caso, un cambio al vertice con Gatti, Chiodi, e anche il deputato Fabrizio Di Stefano in prima fila per una sostituzione di Pagano.
Chiodi e Gatti negano, ma nel partito c’è chi li accusa di giocare su due tavoli, di sostenere, cioè, da una parte Pagano, dall’altra di lavorare sottotraccia alla conquista della presidenza regionale.
C’è poi l’ala degli ex di Alleanza nazionale, da sempre ostili a Pagano, come il consigliere regionale Mauro Febbo e lo stesso Di Stefano, che questo giornale ha cercato invano di rintracciare a telefono.
Tutti si mordono la lingua, visto che sono impegnati nella sfida che si deciderà molto probabilmente al ballottaggio al comune di Chieti a sostegno del sindaco uscente, Umberto Di Primio. Dopo, però, che le urne saranno state chiuse, la musica potrebbe cambiare.
“Non è la prima volta che Pagano è dato con le ore contate, – sostiene Chiodi – ma è sempre rimasto saldo al suo posto, la prospettiva di una sua rimozione credo sia solo la proiezione di un desiderio di qualcuno, all’interno del partito, che suggerisce letture non veritiere di ciò che accade. E che anche stavolta resterà deluso”.
Anche perché, assicura l’ex presidente della Regione “non e’stato bypassato nessuno di quelli che contano a Roma – anzi è una cosa da ridere solo pensare che per le nomine dei coordinatori regionali Pagano non abbia informato i vertici nazionali”.
Insomma, per Chiodi l’avallo delle nomine c’è stato. Eppure una delle più pesanti accuse lanciate a Pagano dai suoi oppositori interni è anche che in conferenza stampa a Pescara il 2 maggio scorso nel presentare i “nuovi coordinatori” aveva sostenuto che “queste nomine sono state decise dal presidente Berlusconi in persona”, citando un incontro che sarebbe avvenuto il 1° maggio, giorno in cui, sempre secondo i boatos a lui ostili, non c’è stato nessun ufficio di presidenza, e anche un ufficio di presidenza del 29 aprile a Roma, in cui Berlusconi non c’era.
E Chiodi ritiene anche più che opportune le scelte dei neo commissari coordinatori Daniele D’Amario, per la Provincia di Chieti, Vincent Fanini per provincia di Teramo e Carlo Masci, ex assessore regionale al Bilancio e leader del movimento civico Pescara futura, per la provincia di Pescara. Oltre alla riconferma di Antonella Di Nino, l’unica, come coordinatrice della provincia dell’Aquila.
“Fanini è una persona di qualità – spiega Chiodi – l’ex assessore regionale al bilancio Masci non ha bisogno di presentazioni, D’Amario è un militante storico, che ha ottenuto un’ottima performance alle regionali, proveniente da An, mentre per la Di Nino conta il buon risultato alle provinciali dell’Aquila del partito”.
Anche Gatti difende Pagano, ma da posizione defilata. “Io coordinatore regionale di Forza Italia al posto di Pagano? Ma per carità!”, replica infatti con ironia al’ipotesi che lo vedrebbe tra papabili sostituto.
“Non faccio vita di partito – aggiunge poi – non rivesto ruoli ufficiali, non sono tenuto a conoscere regole e statuti, ma ho l’assoluta certezza che Pagano abbia fatto le nomine in modo corretto”.
“Non so nulla”, assicura poi, dell’annunciata nomina di Jwan Costantini, già coordinatore di Forza Italia a Giulianova, a vice coordinatore, da parte di Fanini, fedelissimo di Gatti.
Nomina, che, anch’essa, spetta al livello nazionale, ma di cui si è appreso da una conversazione su Facebook tra Fanini e Laura Ciafardoni, capogruppo Fi nel Consiglio provinciale di Giulianova.
Restano, infine, i veleni e i dissidi che lacerano Forza Italia, dove la leadership di Pagano è sotto assedio in particolare dall’ala degli ex Alleanza nazionale.
“Stamattina, con un amico, ho citato una battuta di Groucho Marx: ‘Uno sbadiglio ci travolgerà’ – conclude Gatti affidandosi all’ironia – Basta con le polemiche, è un anno che Forza Italia attesta in Abruzzo la sua esistenza in vita solo con polemiche interne, che lasciano il tempo che trovano. Non se ne può più”.





