L’AQUILA – Salta il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, arriva il commissario: se ne parla da tempo ma stavolta entro un paio di settimane, non di più, partirà la rivoluzione nel partito con conseguenze tutte da declinare a livello abruzzese.

A sancire la svolta, l’approvazione di un nuovo Statuto forzista che prevede, come prima misura a partire dal prossimo 15 novembre, l’azzeramento dei presidenti regionali e la nomina di commissari che giungerà come da tradizione dalla sede centrale di Roma.

Un colpo di spugna che in questa regione avrà l’effetto dirompente di sconvolgere la pace apparente di questi ultimi mesi e scatenare la guerra aperta tra i due gruppi di potere che si fronteggiano da tempo, gli ex di Alleanza nazionale da una parte e i forzisti “del 1994” dall’altra.

In questo senso è già scattata da tempo una caccia anche fratricida dei principali esponenti abruzzsi all’accreditamento a Roma, sia in vista delle future lotte per la conquista di una candidatura al Parlamento, sia appunto per la scalata alla leadership regionale.

Il totonomi per il commissario è già cominciato. Tra quelli dati in pole, i teramani Gianni Chiodi, ex presidente della Regione, e Paolo Gatti, suo ex assessore ora vice presidente del Consiglio e recordman di preferenze. Gli ex An rispondono con Fabrizio Di Stefano, leader della frangia.

Un altro nome ventilato è quello di Sabrina Di Stefano, coordinatrice abruzzese dei club Forza Silvio, con forti entrature al quartier generale romano di piazza San Lorenzo in Lucina.

Nelle scorse settimane si era parlato anche del senatore Antonio Razzi, anche se quest’ultimo ha decisamente smentito le voci di un suo impegno nel partito nella sua terra d’origine.

Nel frattempo, Pagano appare in difficoltà tanto che, è stato notato, non ha seguito in comitiva con gli altri colleghi coordinatori il presidente, Silvio Berlusconi, in Spagna per il congresso del Partito popolare europeo, assenza che è stata vista come un segnale di debolezza.

Né Pagano sembra poter più contare su uno dei suoi sponsor principali all’interno del “cerchio magico” dell’ex premier, quella Deborah Bergamini, responsabile della comunicazione nonché componente del comitato di presidenza, la cui forza oggi appare indebolita.

Questo alla luce dell’indagine giudiziaria che ha portato all’arresto dell’ex vice presidente della Regione Lombardia, Mario Mantovani, il quale, secondo i pm, si è speso per far assumere fedelissimi di Berlusconi su richiesta di quest’ultimo, tra i quali Giampaolo Rossi, non indagato, marito proprio della Begamini.

Un primo assaggio dell’aria che tira ci sarà giovedì a pranzo, a palazzo Grazioli, quando Berlusconi tornerà a vedere i coordinatori regionali per parlare dei candidati sindaco alle amministrative e della campagna elettorale per l’appuntamento del 2016.

Sul tavolo anche le prossime iniziative sul territorio per il rilancio del partito; compresa la road map del “tour nelle regioni” annunciato qualche settimana fa. (alb.or. – b.s.)