FONTECCHIO – “Nessuno di noi ha parlato male della struttura in cui lavoriamo, non abbiamo sputato nel piatto in cui mangiamo”.

I 40 dipendenti della residenza per anziani Casa Serena di Fontecchio (L’Aquila), in una nota congiunta, scendono in campo per fare quadrato intorno alla vicenda che coinvolge la struttura dove sono ospitati 90 persone, difendendo il posto di lavoro e la stessa proprietà.

Il secco e convinto intervento che mira a preservare il buion nome ed operato di Casa Serana, arriva nel pieno del caso scoppiato in seguito alle lamentele di alcuni lavoratori e familiari degli anziani. 

Un intervento che suona come una sorta di marcia indietro, visto che erano stati proprio alcuni dipendenti a denunciare a questo giornale problemi di varia natura, tra cui il ritardo nel pagamento delle spettanze. 

Tra l’altro, in concomitanza con il divampare del caso, la struttura per anziani è stata oggetto di controlli dei carabinieri dei Nas e dell’Ispettorato del lavoro dai quali sarebbero emerse delle irregolarità, di cui si saprà di più nei prossimi giorni. 

“Da un po’ di giorni – si legge ancora nella nota dei dipenedenti – leggiamo su AbruzzoWeb alcune notizie che ci riguardano e che non sono veritiere. Al primo articolo ha risposto la Direzione e ci siamo ritenuti soddisfatti. Corrisponde al vero che lo scorso 21 gennaio abbiamo avuto in sede i carabinieri dei Nas e l’Ispettorato del lavoro. Quello che ci ferisce enormemente è l’accanimento che si ha verso di noi non tenendo conto del male che viene fatto a 40 famiglie della Valle Vestino-Subequana e Peligna oltre a quelle della città dell’Aquila. Non possiamo permettere questo accanimento per cui è nostro dovere difendere il nostro posto di lavoro che dà da vivere a noi e alle nostre famiglie. In molti casi è l’unico reddito familiare”.

Dunque, i dipendenti imputano ad AbruzzoWeb un accanimento nei loro confronti.

A tal proposito, è bene chiarire che questo giornale si limita a fare informazione, ospitando tutte le diverse prese di posizione, come del resto fatto nel caso in questione, facendo semplice ed onesta cronaca, riportando i fatti come accaduto in questa circostanza. 

Di conseguenza, non è certo il giornale a causare le problematiche vere o presunte di Casa Serena.

“Il numero di 130 assistiti – si legge in un altro passaggio della nota – è stato raggiunto nell’immediatezza del terremoto per richiesta della Protezione Civile in quanto molte case di riposo dell’aquilano erano state gravemente danneggiate e si era presentata la necessità di trasferire gli anziani in altre strutture”. 

Quel dato riferito ai 130 anziani ospitati nei momenti di punta, va precisato, è stato fornito a questo giornale dai vertici di Casa Serena, come si può tranquillamente verificare. 

LA NOTA COMPLETA

Siamo i 40 dipendenti dell’Associazione Casa Serena “Santa Maria della Pace” Onlus di Fontecchio.

Da un po’ di giorni leggiamo su AbruzzoWeb alcune notizie che ci riguardano e che non sono veritiere. 

Al primo articolo ha risposto la Direzione e ci siamo ritenuti soddisfatti. 

È vero che ieri 21 gennaio 2016 abbiamo avuto in sede i Nas e l’Ispettorato del Lavoro. 

Quello che ci ferisce enormemente è l’accanimento che si ha verso di noi non tenendo conto del male che viene fatto a 40 famiglie della Valle Vestino-Subequana e Peligna oltre a quelle della città dell’Aquila. 

Non possiamo permettere questo accanimento per cui è nostro dovere difendere il nostro posto di lavoro che dà da vivere a noi e alle nostre famiglie.

In molti casi è l’unico reddito familiare.
Contestiamo le inesattezze dell’articolo del 21 gennaio. 

Il numero di 130 assistiti è stato raggiunto nell’immediatezza del terremoto per richiesta della Protezione civile in quanto molte case di riposo dell’aquilano erano state gravemente danneggiate e si era presentata la necessità di trasferire gli anziani in altre strutture. 

Nell’aquilano la nostra struttura, seppur “vetusta”, è stata l’unica a non essere danneggiata e che ha potuto continuare la sua opera a favore delle persone bisognose di assistenza. A quell’epoca il numero dei dipendenti era notevolmente superiore. 

Altra falsità “lamentele di alcuni dipendenti”: noi non siamo stati! Ci piacerebbe sapere perché colpirci in questo modo e farci apparire persone “che sputano nel piatto dove mangiano”. 

E a chi gioverebbe? A noi? Non crediamo proprio. 

Inoltre, “lamentele dei familiari”: nessun familiare ha mai contestato le “cattive condizioni igieniche e l’assistenza non all’altezza”. 

Tutt’altro! 

Riceviamo in questi giorni telefonate di solidarietà proprio dai familiari dei nostri ospiti in quanto ci riconoscono l’amore che mettiamo nel nostro lavoro a pro di anziani bisognosi, soli, indigenti e, spesso, mandati dai Servizi Sociali che trovano ampia collaborazione da noi soprattutto quando l’ospite non è in grado di pagare una retta adeguata. 

E poi non è vero che è stato rilevato ciò nei verbali dei Nas: abbiamo chiesto ai nostri dirigenti di poterne prendere visione. 

Inoltre ci teniamo a precisare che riceviamo da sempre regolarmente gli stipendi a fine mese nonostante la crisi che colpisce tutti. 

E a proposito del post terremoto i dipendenti amministrativi ci hanno informato che ancora non ricevono il saldo delle rette degli assistiti post terremoto dal 2012 ad oggi. 

Questo articolo è dovuto ad onor del vero, per solidarietà verso i nostri dirigenti, verso i nostri anziani e verso le nostre famiglie.