L’AQUILA – “Sono la titolare del terreno della frazione aquilana di Santi di Preturo, su cui insistono la fontana e  tutto il complesso che è stato realizzato anni fa da altri, ora vedremo se è stato costruito con le prescritte autorizzazioni”. A suo avviso la “fontana della discordia”, da lei transennata, è un’opera abusiva.

Chi parla è Serena Pacione la quale ha acquistato l’area  tramite un’ asta pubblica in tribunale e ha fatto recintare la fontana stessa, comportamento che ha fatto sussultare non poco i residenti al punto che è stata presentata una denuncia ai carabinieri forestali. Ma la stessa è stata nei giorni scorsi cinque ora dai carabinieri a esibire le sue carte e le sue verità che dicono altro.

“Io ho comprato l’area e ho pensato che fosse tutto a posto salvo scoprire che forse non è cosi”, dice passando al contrattacco, “e un perito ha dichiarato che non ci sono problemi e che stato tutto autorizzato ma qui non ci sta nemmeno l’ipotesi di un incauto acquisto da parte mia vista la procedura. Io sono anche la proprietaria della strada. Ma la fontana è stata realizzata abusivamente e per prendere l’acqua dalla sorgente occorre essere autorizzati dalla Regione ma qui non ci sta nessuna autorizzazione. Mancano certificazioni Asl che non sono state mai richieste”.

“La verità è che alcuni hanno mosso un qualcosa che va al di là della loro capacità di comprensione. Ma qui ci sono pregresse responsabilità di tutti gli enti. La fontana, che sta all’interno della struttura sportiva, è stata realizzata molto meno di 20 anni fa forse una dozzina. La fontana è come se non  esistesse più: io non la posso utilizzare, non la ho realizzata io e non ho alcuna certezza che l’acqua che vi scorre sia potabile. Me la hanno venduta come se fosse tutto a posto salvo scoprire il contrario visto che è  frutto di un abuso edilizio conclamato. Dopodiché a casa l’acqua ce la abbiamo tutti…”.