L’AQUILA – La controversa vicenda della “fontana della discordia” transennata nella frazione aquilana di Santi di Preturo ha un sussulto dopo la denuncia penale presentata ai carabinieri forestali: infatti c’è stato un sopralluogo conoscitivo dei militari e della Gran Sasso acqua che poi riferiranno alle autorità cui sono collegate ovvero procura della Repubblica e Comune che valuteranno cosa fare.

La fontana era stata recintata da un privato che la rivendica stando su una sua area avendo acquistato delle particelle nelle quali la fontana e altro ancora sarebbero ricomprese.

I residenti, in particolare quelli delle aree di Santi, Casaline e Menzano di Forcella, contestano  l’impossibilità di accedere alla unica fonte pubblica di acqua potabile proprio in un periodo nel quale si stanno sfiorando  i 40 gradi in alcune ore della giornata.

La fontana, inoltre, è punto di riferimento da decenni anche per decine di ciclisti amatoriali ed escursionisti che sovente passano in quelle zone. Tra l’altro, secondo quanto si è appreso, si tratta di una fontana con acqua sorgiva e, in quanto tale, indisponibile e demaniale.

L’obiettivo principale resta un immediato libero accesso alla fontana (ipotizzando reati come la violenza privata o l’interruzione di pubblico servizio, comunque tutti da provare), tramite una rapida composizione bonaria. La denuncia è stata presentata dall’avvocato Emilio Bafile del Foro dell’Aquila.