L’AQUILA – “Stiamo aprendo una riflessione sul fondo etico della ricostruzione per farlo decollare. Va detto, però, che a frenare finora le adesioni è stata la contestuale introduzione del balzello del Cosap, che ha raffreddato molto lo spirito di solidarietà delle imprese”.
A parlare è Ettore Barattelli, neo presidente dell’Associazione costruttori (Ance) provinciale dell’Aquila, entrando nel merito del disastro del Fondo etico per la ricostruzione, promosso dall’Ance abruzzese per realizzare progetti sociali culturali e sportivi nelle zone terremotate e alimentato dai contributi volontari pari al 2 per cento dell’importo dei lavori, versati dalle imprese che operano nella ricostruzione post-sisma del 6 aprile 2009.
Dalla sua costituzione annunciata con squilli di tromba, però, il fondo ha raccolto appena 120 mila euro da soli 13 imprenditori, in base all’ultimi dati resi noti, circa un mese fa.
Eppure, con 8 miliardi di euro che si stimavano necessari per completare la ricostruzione, se tutte le imprese avessero versato la loro quota si sarebbe potuti arrivare alla considerevole cifra di 160 milioni, peraltro anche detraibili dalle tasse.
Barattelli non nega il “fiasco”, da molti ritenuto a dir poco imbarazzante, avvenuto nella gestione precedente alla sua, ma invita a guardare la vicenda “da un punto di vista a più largo spettro”. Il freno, per lui, è stato costituito dall’introduzione del Canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Cosap) oltre che dai tanti problemi irrisolti nel processo di ricostruzione.
“Le aziende di tutto il cratere devono pagare un balzello di 150 euro al metro quadro all’anno per installare i ponteggi, questo è stato forse un deterrente. Per rilanciare il fondo etico – prosegue – stiamo aprendo dunque una concertazione con le amministrazioni. Le imprese hanno, infatti, problemi con il pagamento degli stati avanzamento lavori, non si capisce perché infatti c’è chi paga a 60 giorni e chi dopo 8 mesi, e tanti altri spetti da rivedere e migliorare con la pubblica amministrazione”.
Barattelli ricordare anche che “tante aziende stanno comunque sostenendo il territorio, tante iniziative sociali e culturali, al di là dell’adesione al fondo etico”.
Il nuovo presidente risponde poi al sindaco, Massimo Cialente, che parlando con AbruzzoWeb ha invitato l’Ance a concentrare l’impiego dei quattrini futuri del fondo etico per l’aiuto alla fascia della popolazione più povera, commentando i dati secondo cui sono oltre 5 mila i poveri nel capoluogo, coloro che godono di assistenza sociale, con reddito annuo bassissimo, non superiore ai 5 mila euro.
A loro andrebbero, tuttavia, aggiunti, anche se stime esatte non ne esistono, migliaia di cittadini in estrema difficoltà economica. Un paradosso, in una città dove da anni stanno arrivando i miliardi della ricostruzione.
“L’Ance non ha voluto gestire in nessun modo il fondo, affidato un comitato di cui è presidente un’alta personalità come Aldo Mancurti. Sono sicuro che tutte tutte le istanze dovranno essere accolte in eguale misura”, conclude.



