L’AQUILA – Le imprese partecipanti sono raddoppiate, da 13 a 26, ma il Fondo etico per la ricostruzione post-terremoto 2009 dell’Ance Abruzzo è ancora completamente inattivo: il presidente, il funzionario in pensione di palazzo Chigi Aldo Mancurti, è scomparso e irrintracciabile al telefono, gli interventi finanziati, a oggi, ancora zero.

Il fondo era stato promosso dal livello regionale dell’associazione costruttori per realizzare progetti sociali culturali, e sportivi nelle zone terremotate, alimentato dai contributi volontari versati dalle imprese che operano. Dopo 7 anni, poco più di 100 mila euro in cassa e neanche un centesimo speso.

È adesso è “derby” perché le nuove imprese sono tutte aderenti all’Ance aquilana, su moral suasion del presidente provinciale, Ettore Barattelli, che, a questo punto, raggiunto da AbruzzoWeb, chiama in causa i colleghi forestieri.

“Rispetto al vostro screening di ottobre 2016 il numero di imprese è raddoppiato, sì – rimarca a questo giornale – ma i nuovi aderenti sono tutti iscritti all’Ance dell’Aquila”.

Per Barattelli, “il dato negativo è che ci aspettavamo adesioni maggiori da parte di tutte le imprese di fuori regione e del resto d’Abruzzo. I grandi assenti – accusa – sono i grandi gruppi soprattutto di fuori regione”.

“Le imprese del posto fanno la loro parte, siamo i soli a sostenere calcio, rugby, il sociale, la Perdonanza e così via”, rimarca ancora, in risposta anche allo stimolo alle istituzioni e alle ditte del presidente regionale della Federugby, Giorgio Morelli.

Quello che il presidente dei costruttori non dice, ma che filtra dall’ambiente, è che tra di loro c’è malcontento per come non venga chiamato a contribuire anche il resto della “filiera” della ricostruzione: ordini professionali, industriali, rivenditori di materiali, fornitori e altro, che incassano percentuali più o meno copiose dalle commesse di riparazione di edifici danneggiati.

Per aumentare ancora la partecipazione al Fondo, comunque, Barattelli lancia un’idea: “È importante che siano i committenti a fare una campagna di moralizzazione e sensibilizzazione nei confronti di qualsiasi impresa scelta per svolgere lavori nella propria abitazione attraverso il mercato aperto”.

“Tra i requisiti si richiedono alle imprese le cose più fantasiose, non sarebbe sbagliato inserirci l’iscrizione al Fondo Etico e la devoluzione di una parte dei fatturati al sostegno del tessuto sociale cittadino. Ovviamente – conclude – mostrando la ricevuta di adesione”.

LE NOVITA’

A iscriversi nell’ultimo semestre, con contributi, tuttavia, non diffusi dall’Ance aquilana sono state le 13 imprese Silva Costruzioni Srl (referente Cesare Silva), Equila Costruzioni (Giordano Equizi), Rossi Edilizia (Fabrizio Rossi), Tullio Edil Calcestruzi (Marco Tullio), F.lli Ettore e Carlo Barattelli (Carlo Barattelli), F.lli Di Nardo Srl (Ennio Di Nardo), Gregori Antonio (Antonio Gregori), Pavind Srl (Marco Tirimacco), Ciciotti Costruzioni (Francesco Ciciotti), Vittorini Emidio Costruzioni Srl (Emidio Vittorini), Celi Calcestruzzi (Maria Rosaria Di Biase), Codimar Srl (Vincenzo Domenico Di Marco), Md Leader Srl (Mauro D’Intino).

In precedenza si erano iscritte le imprese Cingoli Nicola & Figlio (referente Giuseppe Cingoli, 31.133 euro), Consorzio Di Vincenzo Strever (Gennaro Strever, 23.262 euro), Rosa Edilizia (Walter Rosa, 19.864), Edilfrair (Gianni Frattale, 10.000 euro), Fratelli Chiodi Costruzioni (Corrado Chiodi, 9.998 euro), Sac (Emiliano Cerasi, 5.000 euro), Archeores (Fausto Dramisino, 4.217 euro), Gaia (Stefano Cipriani, 3.000 euro), Ricci Guido Srl (Enrico Ricci, 3.000 euro), Coaf (Mauro Irti, 2.600 euro), Edilstrade (Vittorio Beccaceci, 1.000 euro), Mc Costruzioni (Marcello Cantelmi, 481 euro), Palombizio Costruzioni (Sergio Palombizio, 435 euro).