AVEZZANO – Clamorosa alleanza tra Forza Italia e Movimento 5 stelle in nome della lotta per la Marsica a essere reinserita nelle zone che potranno usufruire degli aiuti tramite fondi europei.

Difatti, preso atto che, con la delibera dell’8 luglio 2014 la Giunta della Regione Abruzzo ha stabilito di escludere dagli aiuti di stato (anche noti come fondi 107.3c) le zone della Marsica, di Penne e della piana del Cavaliere, poiché le aree produttive ricadenti in tali territori “sono attraversate da una situazione di debolezza industriale”, i consiglieri Emilio Iampieri (Fi) e Gianluca Ranieri (M5s) hanno ritenuto, in accordo con i rispettivi gruppi consiliari, di presentare al Consiglio una risoluzione che punta al ripristino della distribuzione dei suddetti aiuti così come previsto prima della delibera.

“Appare infatti assurdo che, proprio laddove si riconosca un’oggettiva situazione di difficoltà – si legge in una nota – si decida di privare il territorio di un sostegno economico che potrebbe incentivarne la ripresa, evocando la futura applicazione di vaghe iniziative a carattere sperimentale: i nuovi strumenti saranno infatti i benvenuti, quando vi saranno, per quei territori, sufficienti garanzie anche dal punto di vista del sostegno economico-finanziario”.

“Invitiamo pertanto anche i consiglieri di maggioranza che nei giorni scorsi hanno manifestato la loro contrarietà alla delibera menzionata, a passare dalle parole ai fatti e a votare la risoluzione presentata, quando la stessa sarà discussa in consiglio”, concludono Iampieri e Ranieri.

Ad AbruzzoWeb il vice presidente nonché assessore alle Attività produttive Giovanni Lolli aveva spiegato come l’esclusione della Marsica fosse inevitabile per inserire il “cratere” del terremoto del 6 aprile 2009.

Una posizione, evidentemente condivisa dal governatore Luciano D’Alfonso, che ha firmato la contestata delibera, che ha provocato la spaccatura al vertice dell’ente con il presidente del Consiglio, Giuseppe Di Pangrazio, che ha rotto con Lolli e D’Alfonso, mentre anche altri consiglieri come Lorenzo Berardinetti del Partito democratico chiedono cambiamenti.