L’AQUILA – Si profila una soluzione sui fondi per la ricostruzione mancanti per il 2026, circa 600 milioni di euro: sulla preoccupante vicenda sono scesi in campo i parlamentari di FdI che finora erano stati pressoché assenti dalla scena lasciando agibilità e spazio politico al loro competitor e compagno di partito sul territorio, il potente sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il quale oltre ad aver rassicurato gli amministratori del cratere in più riunioni fidando sulle sue amicizie romane, in primis il premier Giorgia Meloni, ha persino annunciato nei giorni scorsi in una intervista al quotidiano online Il Capoluogo la presentazione di un emendamento.

Ieri in una partecipata riunione con i sindaci del cratere del sisma, l’emendamento al Dl Economia lo hanno calato i senatori Etel Sigismondi, segretario regionale meloniano, e il capogruppo di Fdi in commissione Bilancio di palazzo Madama, Guido Liris, ex vice sindaco dell’Aquila, ex assessore regionale al Bilancio e soprattutto da anni acerrimo rivale di Biondi, che proprio ieri ha incassato il successo sul gradimento con la quarta posizione, assieme ad altri tre sindaci, nella classifica Governance poll del Sole 24ore.

Ieri, quindi, anche un po’ a sorpresa, in questa ennesima puntata, stavolta davvero grave perché il tema è la ricostruzione dopo la tragedia di 16 anni fa, della guerra infinita e stucchevole tra le varie anime di Fdi tesa a mettersi in mostra e a fare lo sgambetto ai colleghi di partito, i parlamentari si sono riappropriati del loro ruolo e della loro competenza visto che finora l’influente sindaco, responsabile nazionale Enti locali e presidente di Anci Abruzzo, come spiegato da un gruppo di primi cittadini, avrebbe fatto in modo che i parlamentari fossero estromessi dalla partita per prendersi interamente lui i meriti, come spiegano sempre gli stessi amministratori.

A tale proposito, ancora stando ad alcuni amministratori, avendo anche ignorato l’ istanza di coinvolgimento del tavolo dei sindaci, come da verbale della ultima riunione.

E c’è qualche autorevole esponente meloniano che rivela di frizioni tra il capo del partito in Abruzzo Sigismondi, strettissimo con il presidente, Marco Marsilio, proprio per l’annuncio, ritenuto fuori luogo, del famoso emendamento.

Invece i parlamentari hanno illustrato al tavolo dei sindaci un documento firmato nell’ordine da Liris, Sigismondi e l’altro parlamentare meloniano, il deputato pescarese Guerino Testa. La scadenza dell’emendamento è fissata per oggi alle 12.

Ieri i senatori Liris e Sigismondi hanno illustrato gli emendamenti al DL Economia in discussione proprio in commissione Bilancio, finalizzati all’estensione del Superbonus 110% applicabile anche ai territori colpiti dal sisma 2009 e al reperimento delle risorse per coprire il fabbisogno 2026, nel quadro di un’intensa interlocuzione con la Ragioneria dello Stato.

Ma c’è di più: i due parlamentari avrebbero inoltre depositato un emendamento per estendere la deroga concessa dal decreto ai dipendenti a tempo determinato impiegati negli uffici della ricostruzione, anche ai collaboratori incaricati presso i Comuni.

Alla riunione, molto attesa, hanno preso parte, tra gli altri, i coordinatori delle aree omogenee, Gianni Anastasio (sindaco di Pizzoli e coordinatore del cratere), Massimiliano Giorgi (sindaco di Montereale e vice coordinatore), Gianmario Fiori (Tornimparte), Manuele Tiberi (Colledara), Paolo Federico (Navelli), Domenico Nardis (Villa Sant’Angelo), cugino di Biondi, e Lanfranco Chiola (vicesindaco di Cugnoli).

Una curiosità: Biondi, dato in vacanza al mare, sia pure invitato, ha marinato la riunione inviando in sua vece il consigliere comunale dell’Aquila di Fdi Livio Vittorini, presidente della commissione Bilancio.

Ultima considerazione: non si è parlato dei fondi Restart2, a valere sul 4% di quelli per la ricostruzione edilizia, utili a finanziare progetti di sviluppo economico, culturale, ambientale e sociale, sui quali è andato in scena uno scontro tra  Biondi e il coordinatore dei sindaci del cratere Anastasio, storico esponente del Pd.

Nelle rispettive interviste ad Abruzzoweb, Anastasio sosteneva che Biondi continuasse a pretendere per L’Aquila l’80% della somma lasciando  il solo 20%, a tutti gli altri comuni del cratere. Biondi aveva però assicurato il contrario, confermando che la quota di ripartizione sarà del 60%-40%. Di fatto però non si ha contezza di intese formali, e i fondi restano nel cassetto della  Struttura tecnica di missione della presidenza del Consiglio dei ministri, diretta da Mario Fiorentino.  (b.s.)