L’AQUILA – Quattro arresti eseguiti dalla Guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Napoli sul Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti.
Agli arresti domiciliari, per fondi neri e tangenti, Lorenzo Borgogni, ex direttore delle Relazioni esterne Finmeccanica, Stefano Carlini, ex direttore operativo della Selex service management e due imprenditori romani, Vincenzo Angeloni e Luigi Malavisi.
Deputato durante la legislatura 1996-2001, durante la quale fece in tempo a passare da Alleanza nazionale al Centro cristiano democratico, quindi all’Unione democratica per la repubblica, al gruppo misto, all’Unione democratica per l’Europa e infine a Forza Italia, Angeloni è stato anche presidente dell’Avezzano Calcio sul finire degli anni Novanta e della Valle del Giovenco successivamente, società che compì una scalata dai dilettanti a un passo dalla serie B prima di essere radiata e fallire e che oggi torna protagonista dell’inchiesta: secondo gli inquirenti, infatti, alcune mazzette sono state trasportate all’interno dei borsoni da calcio biancoverdi.
La società Selex coinvolta nell’inchiesta è nota per avere una quota del 30 per cento di Abruzzo Engineering, società in house della Regione Abruzzo, oggi in liquidazione, con 200 dipendenti, alcuni già in cassa integrazione, altri al lavoro sulle ultime commesse e anche sulla ricostruzione post-sisma dell’Aquila.
Nell’ambito dell’operazione sono state svolte perquisizioni a carico dell’ex presidente di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, eseguite dai militari del nucleo di polizia Tributaria di Napoli.
L’inchiesta è coordinata dai pm della Dda di Napoli Maresca, Giordano e Del Gaudio.
Secondo l’accusa, attraverso un sistema di false fatturazioni e sovrafatturazioni tra la Selex Service Management e diverse società affidatarie “compiacenti”, erano stati costituiti cospicui fondi neri destinati al pagamento di tangenti.
Società estere, secondo le indagini, sono state create in paradisi fiscali nello Delaware (Usa). Gli investigatori hanno anche individuato conti correnti cifrati in Svizzera.
L’imprenditore Angeloni avrebbe rappresentato una sorta di braccio operativo dei vertici di Finmeccanica, occupandosi delle somme di denaro illecitamente accumulate da recapitare ai vertici del gruppo industriale.
Secondo i pm, con i fondi neri, ottenuti attraverso false fatturazioni o fatturazioni gonfiate, gli imprenditori Maurizio e Sabatino Stornelli, già coinvolti in una prima fase dell’indagine, avrebbero sovvenzionato ex esponenti dei vertici di Finmeccanica.
In particolare, secondo le indagini degli investigatori del nucleo di polizia Tributaria della Gdf di Napoli, il denaro, depositato presso una banca svizzera, sarebbe poi tornato in Italia attraverso “spalloni” e, dopo essere stato custodito in un doppio fondo della libreria di Maurizio Stornelli, sarebbe stato portato all’interno di borsoni della società calcistica Pescina Valle del Giovenco al settimo piano della sede di Finmeccanica, dove erano gli uffici di Borgogni, ex addetto alle relazioni esterne del gruppo, e dell’ex presidente Guarguaglini.
A consegnare le somme sarebbe stato Angeloni, ex deputato di Forza Italia e dentista di Guarguaglini, indicato dagli inquirenti come sua persona di fiducia.
Anche nei confronti di Guarguaglini la procura di Napoli aveva chiesto una ordinanza di custodia ai domiciliari, ma tale istanza non è stata accolta dal gip Francesco De Falco Giannone
I soldi “servono al capo”: così, a detta dell’imprenditore Sabatino Stornelli, diceva Vincenzo Angeloni quando riceveva il denaro (200 o 300 mila euro) tramite Maurizio Stornelli, suo fratello.
Le dichiarazioni sono riportate nel provvedimento del gip sulla vicenda Sistri emessi oggi.
Il capo, secondo Angeloni, sarebbe stato Lorenzo Borgogni, ex responsabile delle relazioni esterne del Gruppo e destinatario di una delle ordinanze di custodia eseguite oggi.
Sempre secondo le dichiarazioni di Stornelli, Borgogni in passato “chiedeva di mandare i soldi su un conto corrente in Inghilterra, anche se di massima il rapporto era mediato da Angeloni”.
Lo stesso Angeloni – afferma Stornelli nelle dichiarazioni ai magistrati di Napoli – “gli aveva chiesto di consegnare a Guarguaglini (ex presidente Finmeccanica, ndr) e a Borgogni due borse della squadra di calcio della Valle del Giovenco contenenti gli indumenti dei giocatori”.
Dopo aver consegnato le borse, Angeloni avrebbe incontrato la sera stessa Sabatino Stornelli in un bar e gli avrebbe detto: “Hai capito a che cosa sono servite quelle borse?”, intendendo – scrive il gip – “che erano state usate per portare i soldi che lui stesso aveva consegnato la mattina in Finmeccanica”.
In una intercettazione del maggio 2013 – pochi giorni dopo l’arresto dei fratelli Stornelli eseguiti nella prima tranche dell’inchiesta – Maurizio Stornelli parlando con i familiari in carcere dell’interrogatorio previsto per il giorno successivo, afferma: “Un po’ di paura ce l’ho, no perché mi dovrà chiedere delle cose che io non so se le devo spiegare, perché coinvolgono persone importanti di Finmeccanica, capisci…”.






