LANCIANO – Non ci furono illeciti sui fondi ai cuochi. Il Tribunale di Lanciano in composizione collegiale, presieduta dal giudice Andrea Belli, ha assolto con formula piena “perché il fatto non sussiste”, l’ex sindaco di Villa Santa Maria (Chieti), Francescopaolo Falconio dalle accuse di concorso in peculato e abuso d’ufficio.
A comunicarlo è lo stesso ex primo cittadino, oggi al lavoro come collaboratore politico del gruppo del Partito democratico in Consiglio regionale.
La vicenda risale al 2012 quando, per presunte irregolarità su alcuni mandati di pagamento, vennero iscritti nel registro degli indagati l’allora primo cittadino Falconio e una funzionaria del Comune responsabile dell’ufficio Ragioneria.
La notizia destò scalpore in paese in quanto vennero effettuate perquisizioni a raffica nelle abitazioni degli indagati a Villa Santa Maria e a Lanciano (Chieti), nell’abitazione di una congiunta dell’ex sindaco.
Furono sequestrati computer in uso degli indagati, supporti di archiviazione dati e una marea di documenti che costituirono un corposo fascicolo indiziario.
Gli episodi contestati risalgono al 2008 e al 2011. Nel primo caso, un incarico conferito al geologo Gianluca Taddei di Vasto (Chieti) per lavori di bonifica dei siti della ex discarica finanziati dalla Regione Abruzzo.
Secondo la iniziale ricostruzione dell’accusa, smentita dalla sentenza di primo grado, Falconio avrebbe liquidato la parcella del professionista senza alcun atto amministrativo propedeutico.
Nel secondo caso, sempre secondo l’iniziale ipotesi di accusa ora negata dal giudice, sarebbero stati concessi fondi alla Rassegna dei Cuochi, manifestazione ultra trentennale di fama nazionale, per mandati di pagamento ritenuti illegittimi sul piano giuridico perché emessi in violazione delle normative.
Come spiega l’assolto, tuttavia, il lungo e complesso dibattimento ha portato alla luce elementi che hanno indotto il tribunale di Lanciano ad assolverlo, assistito dagli avvocati Augusto La Morgia del foro di Pescara e Giorgio Fini del foro di Roma, “perché il fatto non sussiste”.
“Ha vinto l’Italia che vale”, afferma commosso l’ex sindaco che parla di un “processo innescato da acrimonia politica e squallide vendette personali che solo l’ottimo lavoro svolto dalla procura e dal collegio giudicante ha saputo portare sui binari della giusta definizione”.
“Il pensiero più bello è per la mia famiglia che non mi ha mai fatto mancare il supporto necessario in questi anni bui”, spiega.
Esperienza amministrativa, al momento, finita: “A Villa si voterà nel 2018 ma per quanto mi riguarda non sarò ricandidato”, conclude.





