TERAMO- Il gup del tribunale dell’Aquila, competente per materia, ha rinviato a giudizio dieci tunisini accusati di essere i responsabili di un presunto giro di fondi destinati al terrorismo islamico. Lo riferisce il Centro precisando che si tratta di fatti avvenuti nell’area costiera teramana. La figura chiave di questa indagine è Jamelledine Brahim Kharraoubi un 57enne che aveva la residenza ad Alba Adriatica.

Secondo la Procura della Repubblica il gruppo si sarebbe mosso da Alba a Martinsicuro per aiutare il movimento radicale islamico Al Nursa che è operativo in Siria.

Un computo  abbastanza verosimile svela che gli imputati avrebbero fatto arrivare ai miliziani due milioni di euro in seguito a un giro di fatturazioni false provenienti da piccole imprese edili e di commercializzazione dei tappeti.

Gli imputati sono stati messi nei guai soprattutto con le intercettazioni ordinate dalla Procura aquilana. Inizialmente gli indagati erano sedici ma per alcuni di loro c’è stata l’archiviazione. Si tratta di episodi che vennero alla luce 4 anni fa con l’arresto del principale sospettato. La notizia di indagini sul terrorismo islamico era scaturita poco prima durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario.