L’AQUILA – Lunedì prossimo, 2 maggio, iniziano i lavori di restauro e miglioramento sismico di Palazzo dei Combattenti, la porta di corso Vittorio Emanuele II all’Aquila, sede storica della Fondazione Carispaq.

Un intervento atteso che, come comunicato dall’ente, si concluderà nell’arco di un anno e mezzo circa e che prevede alcune importanti novità nella destinazione degli spazi.

In particolare, come già anticipato da AbruzzoWeb, la realizzazione di una sala multifunzionale per convegni ed esposizioni, a servizio dell’attività dell’ente e delle tante associazioni culturali che operano sul territorio, e una sala per mostre temporanee in particolare di giovani artisti.

Si interverrà, inoltre, per rendere fruibile la terrazza panoramica, che potrà essere usata sempre per eventi e manifestazioni culturali, avendo come scenario il maestoso e suggestivo massiccio del Gran Sasso con la sua vetta più conosciuta: il Corno Grande.

“Finalmente partono i lavori di recupero post-sisma nella nostra sede – dichiara il presidente della Fondazione Carispaq, Marco Fanfani – un cantiere che, all’esito di un complesso iter burocratico, salutiamo con grande sollievo e soddisfazione, e che restituirà alla città un bene storico e architettonico di grande prestigio”.

“Le soluzioni e le migliorie che il progetto prevede, inoltre, ci consentiranno di avere spazi polifunzionali a disposizione non soltanto della nostra attività, ma anche delle numerose associazioni culturali, degli artisti e più in generale del mondo che si muove in questo ambito nel nostro territorio”, fa notare.

L’avvio del cantiere è un momento importante per la vita della Fondazione Carispaq che coincide con l’approvazione, da parte del Consiglio generale del bilancio 2015, che chiude un triennio definito molto positivo dall’ente, in cui si è registrato l’incremento del patrimonio per circa 7 milioni di euro, nonostante il perdurare della crisi dei mercati finanziari.

“Nel triennio 2013-2015 – prosegue Fanfani – sono stati conseguiti proventi finanziari per circa 20 milioni con una redditività media del patrimonio investito del 3,98%: ciò ha consentito di mantenere significativo e stabile nel tempo l’importo delle risorse destinate alle erogazioni a favore del territorio per complessivi 7,1 milioni”.

“In questi anni l’attività della Fondazione è stata orientata, prevalentemente, al finanziamento di interventi ‘propri’ – dice ancora – senza tuttavia far mancare il consueto sostegno ai progetti di terzi con l’attenzione rivolta all’intera provincia, perseguendo l’obiettivo strategico di dare impulso, in una logica di sussidiarietà, allo sviluppo economico sociale e culturale del territorio nell’ambito di una strategia intergrata che rafforzi il dialogo tra le istituzioni e gli altri stakeholders”.

In linea con quanto rilevato negli anni scorsi anche il bilancio dell’esercizio 2015 della Fondazione è positivo a dispetto della crisi.

“Grazie all’accurata e prudente selezione degli investimenti, ispirata ai principi di salvaguardia nel tempo del patrimonio e di diversificazione del rischio – sottolinea il segretario generale della Fondazione, David Iagnemma – il 2015 ha registrato proventi finanziari pari a 4,8 milioni con una redditività del patrimonio investito del 3,31%”.

Nell’esercizio si rileva, altresì, l’aumento delle erogazioni liberali a favore del territorio e un significativo incremento del proprio patrimonio per circa 2 milioni.

Nel 2015 sono stati finanziati 466 progetti a favore dello sviluppo economico del territorio per complessivi 2,7 milioni di euro suddivisi tra i diversi settori d’intervento: arte, attività e beni culturali 767.850 euro; sviluppo locale 887.100 euro, ricerca scientifica e tecnologica 192.000 euro; volontariato, filantropia e beneficenza 286.175 euro, crescita e formazione giovanile 568.400 euro.