SULMONA – C’era anche un’anziana insegnante sulmonese, Antonia Demarin in Di Tunno, ieri mattina al Quirinale, accanto al presidente della Federazione delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati, Antonio Ballarin, allo storico Giuseppe Parlato, ai ministri Enzo Moavero Milanesi e Marco Bussetti.
Con loro, come riporta Il Centro, anche gli alunni delle scuole premiate dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della celebrazione della Giornata del ricordo, per commemorare le vittime delle atrocità commesse dai militari di Tito contro le popolazioni italiane dell’Istria e della Dalmazia.
Antonia Demarin è scampata al campo di sterminio solo miracolosamente: il treno che da Trieste la portava insieme ad altre centinaia di persone verso il lager venne fermato nella stazione di Altenburg, in Germania e un soldato tedesco chiese chi fosse agricoltore e lei si fece avanti, sottraendosi così a un destino altrimenti segnato.
Venne ospitata in casa da una signora tedesca, Frida, che la tenne con sé fino alla fine della guerra; dopo il suo ritorno a Pola, nel 1947 fu perseguitata dai militari di Tito e costretta alla fuga e all’esilio a Castel di Sangro (L’Aquila), dove conobbe l’uomo che sarebbe diventato suo marito.
Dal matrimonio ebbe due figli, Domenico e Anna.





