ROMA  – Sono al momento 19 le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla che risultano intercettate dalla marina israeliana.

E’ quanto emerge dal sito della Flotilla che dà le rotte in tempo reale. Tra le navi che risultano intercettate c’è anche la ‘Morgana’, sulla quale, sempre secondo gli attivisti, viaggiavano il senatore M5s Marco Croatti e la europarlamentare Avs Benedetta Scuderi. Sono 22 gli italiani che risultano a bordo delle navi intercettate. Su 44 barche della missione, 23 risultano tuttora in navigazione verso la Striscia di Gaza, mentre 2 sembrano aver cambiato rotta puntando verso nord, apparentemente in direzione Cipro.

La Marina israeliana “sta usando aggressioni attive contro la Global Sumud Flotilla. La nave Florida è stata deliberatamente speronata in mare”. Lo ha riferito ieri sera a tarda ora la Global Sumud Flotilla su Telegram. Le barche “Yulara, Meteque e altre sono state prese di mira con idranti. Questi attacchi illegali contro navi umanitarie disarmate costituiscono un crimine di guerra”.

Il portavoce della Global Sumud Flotilla, Saif Abukeshek, ha fornito un “aggiornamento sulla missione” in un post su Instagram, riporta Al Jazeera.

Abukeshek ha affermato che a bordo delle imbarcazioni intercettate c’erano più di 201 persone provenienti da 37 paesi, tra cui 30 partecipanti dalla Spagna, 22 dall’Italia, 21 dalla Turchia e 12 dalla Malesia. Ha affermato che la “missione del gruppo continua” nonostante gli arresti e che le imbarcazioni continuano a navigare “nel Mediterraneo per rompere l’assedio di Gaza”.

“Abbiamo circa 30 navi che stanno ancora combattendo per allontanarsi dalle navi militari delle forze di occupazione e cercare di raggiungere le coste di Gaza. Sono determinate. Sono motivate e stanno facendo tutto il possibile per rompere questo [assedio] entro le prime ore del mattino e arrivare insieme”, ha spiegato.

“Dovranno tutti quanti aspettare 2-3 giorni perché essendoci la festa dello Yom Kippur, che è la più importante festa ebraica, fino a domani sera non si farà nulla. Nessuna pratica sarà disbrigata, quindi aspetteranno in un centro, probabilmente nel porto di Ashdod”, ha assicurato il ministro degli Esteri Antonio Tajani – poche ore dopo l’inizio dell’operazione -, riguardo la sorte che potrebbe attendere gli attivisti italiani”. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha auspicato “che tutto avvenga con calma e razionalità, senza alcun problema. L’importante è che nelle prossime ore non ci sia violenza, che nessuno si faccia male, che non ci siano rischi”, definendo l’abbordaggio israeliano come un “blocco” più che come un “attacco”.