L’AQUILA – È sempre più nella bufera il movimento finiano di Futuro e libertà per l’Italia. Dopo le polemiche scatenatesi dopo la nomina dell’onorevole Giampiero Catone quale coordinatore regionale del comitato costituente di Fli, i dissidi e le dimissioni nei circoli di Generazione Italia, ultime in ordine cronologico quelle del vice presidente della Giunta regionale Alfredo Castiglione da coordinatore regionale, anche all’Aquila si registra la prima presa di distanza uffic iale.

È quella di Giovanni Farello, che a pochi giorni dal nuovo incarico, si è dimesso da coordinatore comunale di Fli nel capoluogo.

“Le premesse alla nascita di Futuro e Libertà erano fantastiche: sembrava si fossero gettate le base per un nuovo modo di fare politica, con scelte condivise dalla base e, se vogliamo, anche in una maniera ‘trasversale’, nel senso più alto del termine. Purtroppo sono arrivati dei segnali negativi che mi hanno spinto ad assumere la decisione di dimettermi da coordinatore comunale di Fli”.

Goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso la scelta ricaduta su Catone operata dallo stesso presidente della Camera Gianfranco Fini.

“Non conosco personalmente l’onorevole Catone ma il problema è di metodo. Alla prima riunione di Fli sabato scorso c’erano tantissime persone, tutte entusiaste delle nuove prospettive che avrebbe aperto questo partito. Se Fli voleva rappresentare la novità del panorama politico nazionale e regionale si è persa una grande occasione”.

Cosa accadrà adesso all’Aquila? Si scioglierà anche Fli?

“Nel modo più assoluto. Tutte quelle persone e simpatizzanti di centro destra che avevano aderito a Fli probabilmente si guarderanno altrove”.

Si riferisce a La Destra? Nei giorni scorsi il coordinatore regionale del partito di Storace, Luigi D’Eramo, aveva ‘strizzato l’occhio’ a tutti gli scontenti di Fli ed ex An.

“Non credo. Molto più semplicemente costituiremo un nuovo ‘contenitore’ nel quale confrontarci e fare politica. Non è escluso che già dalla settimana prossima verrà presentata l’alternativa a Fli qui all’Aquila”. (g.a.)