MONTESILVANO – È stato arrestato a Fiumicino, alle 6.15, Mario Ferri, il rappresentante di 23 anni di Montesilvano (Pescara), detto il “Falco”, conosciuto per una serie di invasioni di campo di calcio in Italia e all’estero.
L’ultima è avvenuta il 18 dicembre a Abu Dhabi (Emirati Arabi), in occasione dell’incontro Mazembe-Inter.
Ferri stava rientrando in Italia dopo questa “impresa” ed era appena sceso dall’aereo quando la Polizia lo ha fermato.
Per arrivare ad Abu Dhabi era evaso dagli arresti domiciliari.
Dovrà rispondere di evasione dagli arresti domiciliari, ai quali era stato sottoposto dal Tribunale di Firenze dopo aver più volte violato l’obbligo di firma.
È stato arrestato dalla Digos di Pescara, insieme a personale della Ucigos e della polizia di frontiera di Fiumicino.
Ferri, vestito con un giubbotto di pelle nero, polo bianca e jeans, è giunto all’aeroporto di Fiumicino con un volo di linea della Qatar Airways proveniente da Doha.
Appena sceso dall’aereo è stato subito prelevato da alcuni agenti in borghese della Polaria e dell’Interpol e trasferito negli uffici della Polizia giudiziaria per la notifica degli atti e il fotosegnalamento. Qui è stato trattenuto per circa tre ore. All’uscita il giovane, scortato da tre agenti fino all’auto che lo attendeva fuori dal terminal per il trasferimento nel carcere di Civitavecchia, è salito a bordo e quindi ha più volte salutato alzando la mano con il pollice rivolto all’insù. Ferri dovrà rispondere dei reati per l’evasione dagli arresti domiciliari che gli erano stati imposti in seguito alla violazione dell’obbligo di firma.
Il ‘Falco’ nei giorni scorsi aveva annunciato la volontà di recarsi a Dubai per incontrare il neo rossonero, e suo idolo da sempre, Antonio Cassano: ” prenderò un pullman e mi farò i 2-300 chilometri che separano Abu Dhabi da Dubai. Voglio andare da Cassano per dirli cose nostre, private, ma che riguardano il calcio, e per fargli in bocca al lupo per la nuova avventura”.
Al contempo aveva anche dichiarato di aspettarsi “le manette all’aeroporto e il carcere” per essersi sottratto con il viaggio in Arabia all’obbligo di firma impostogli dopo le ripetute invasioni.






