L’AQUILA – È in vendita Il Centro, il quotidiano cartaceo più letto in Abruzzo.

Rischia di essere questa la clamorosa ripercussione tutta abruzzese del matrimonio tra i quotidiani La Stampa e la Repubblica, con la cessione di uno dei pezzi pregiati del gruppo l’Espresso, che proprio in questi giorni, tra l’altro, festeggia i trent’anni nelle edicole.

L’indiscrezione, che già circolava da un po’ tra i media specializzati in editoria, ha trovato conferma martedì nel corso di un’infuocata assemblea di redazione.

Nella riunione è stato sottoscritto un documento che chiede al proprietario di scongiurare l’ipotesi della vendita: non ci saranno scioperi, al momento, ma la richiesta forte dei cronisti è di salvaguardare l’occupazione in ogni caso.

E intanto già emergono nomi di colossi dell’imprenditoria nazionale e abruzzese interessati ad acquistare la proprietà del quotidiano più letto d’Abruzzo: nomi pesanti come quelli di Francesco Caltagirone, proprietario del Messaggero e altri giornali, Carlo Toto e altri.

Scenari fluidi in una regione già funestata da una crisi editoriale tra i piccoli editori, sempre in difficoltà di budget, e che ha coinvolto anche quelli grandi con la chiusura del quotidiano Il Tempo, che aveva una storia di mezzo secolo alle spalle.

Dopo quel trauma, il presidente del Consiglio, Giuseppe Di Pangrazio, aveva annunciato una legge di supporto al sistema editoriale, al momento ancora ferma.

LA CESSIONE

Il presupposto della cessione del Centro è dovuto alla fusione tra gli editori l’Espresso e Itedi, con la quale si andranno a superare i limiti di legge che prevedono un tetto massimo per ogni stampatore del 20% della tiratura complessiva dei giornali.

Attualmente, secondo una stima del presidente dell’Espresso, Carlo De Benedetti, la tiratura del gruppo che nascerebbe dalla fusione sarebbe al 23%, con ben 100 mila copie di troppo, ma l’assicurazione è che, entro il momento della firma definitiva sull’accordo, prevista nel primo trimestre del 2017, si rientrerà nei limiti di legge.

La strategia per arrivarci può essere di due tipi: ridurre un po’ di copie per tutte le testate locali oppure venderne due-tre di una certa massa critica, come Il Centro e altre, per tagliare in un solo colpo.

La notizia ha ingolosito i colossi dell’imprenditoria che vedono nel settore editoriale, pur tra venti di crisi a livello nazionale in generale e abruzzese in particolare, ancora una ghiotta occasione per fare business e anche uno strumento di gestione dell’opinione pubblica.

GLI INTERESSATI

Tra gli interessati ci sarebbe addirittura Francesco Gaetano Caltagirone, noto costruttore romano che è stato tra i 10 uomini più ricchi d’Italia ed è già proprietario del Messaggero, quotidiano della Capitale che ha un inserto in questa regione fin dagli anni Cinquanta e che in questi giorni ha cambiato il capo redattore abruzzese, da Andrea Taffi a Giovanni Sgardi, entrambi marchigiani.

Se la trattativa, comunque fragorosa, con Caltagirone andasse in porto, si creerebbe un dualismo e non potrebbe essere del tutto esclusa la chiusura dell’inserto regionale del Messaggero, dopo che già sono state chiuse le redazioni dell’Aquila e di Teramo ed è stata accorpata a Pescara tutta la ‘cucina’ del giornale.

Un’operazione che, d’altronde, Caltagirone, ha già fatto nelle Marche, dove proprio martedì scorso ha tagliato il pure lì storico dorso regionale del Messaggero puntando tutto sul Corriere Adriatico, testata che in quel caso era già di sua proprietà.

Un altro interessato è Carlo Toto, patron dell’omonimo gruppo che ha interessi nelle costruzioni, nella viabilità, con la gestione delle autostrade A24 e A25 e i lavori stradali, nelle energie rinnovabili e nell’ingegneria.

Per lui si tratterebbe di un esordio nel campo dell’editoria, ma di quelli con il botto.

Ancora, Luigi Pierangeli, re delle cliniche private nonché patron della televisione locale più diffusa, Rete 8, che a quel punto farebbe un salto di qualità andando a costituire un ticket editoriale di grande capacità.

Rumors vorrebbero, in questa terza ipotesi, la presenza in “cordata” anche del costruttore aquilano Luigi Palmerini, che sarebbe alla prima esperienza nel mondo dei media.

Infine, il quarto interessato sarebbe Danilo Iannascoli, ex amministratore delegato del Pescara Calcio, prima partner poi acerrimo avversario del presidente Daniele Sebastiani, presidente dei biancazzurri del calcio a 5, che in questo caso fungerebbe da rappresentante per una cordata straniera.