PESCARA – “Stamattina tanti cittadini della strada parco hanno lanciato una campagna di adozione degli alberi che verranno rimossi per lasciare spazio al tracciato della filovia. Persone che da tempo sono impegnate nella difesa di un’idea di città che non coincide con l’idea portata avanti dall’amministrazione comunale per quella zona e che ad ogni iniziativa finisce col cadere nel vuoto a causa dell’assenza fisica dei rappresentanti istituzionali e di risposte che invece un ente pubblico che amministra nel bene di tutti è tenuto a dare, a prescindere dal colore della propria bandiera”. Lo dichiara il consigliere provinciale dell’Idv Antonella Allegrino.
“E’ un peccato che ad ascoltare le proposte di queste persone oggi non ci fossero rappresentanti del Comune, almeno quanto lo è sentir dire che Pescara affoga nello smog e non vedere rimedi o preoccupazione da parte di chi dovrebbe tutelare la salute dei cittadini. E a fronte di tutto questo, trovo che sia ingiusto veder confinata nel perimetro della protesta la preoccupazione civile di centinaia di famiglie che reclamano vivibilità e luoghi liberi in cui veder crescere i propri bambini e dove anziani e giovani possano ritrovarsi”.
“Per questo condivido la preoccupazione della gente della strada parco per le palme che si trovano sul percorso della costruenda filovia. Molti si sono offerti di adottarle o hanno chiesto che vengano ospitate nei parchi e giardini pubblici cittadini, di cui la città è costellata e che da tempo aspettano di essere valorizzati. Questa disponibilità è un patrimonio per la città che la contrapposizione circa il progetto della filovia sta vanificando. Se la gente reclama spazi verdi e di aggregazione, anche il trasferimento di alberi da un luogo all’altro può diventare un modo per coinvolgerli nelle scelte che riguardano la città e chi la vive”.
“Sono tanti i progetti capaci di mettere insieme il dovere istituzionale di offrire una città a misura d’uomo ponendo in prima fila il benessere e la salute della gente e l’esigenza dei cittadini di avere parchi e zone dove stare liberamente, come accadeva sulla strada parco, da quando la città se ne riappropriata. Orti urbani per coinvolgere anziani e giovani, nuovi parchi o animazione di quelli esistenti, progetti di reinserimento sociale per categorie sensibili potrebbero essere il mezzo per compensare il malcontento cittadino su scelte temute o considerate discutibili, come sta accadendo per la filovia”.





