LANCIANO – “Arraffare tutto il possibile e poi scappare ci sembra essere la linea di politica industriale di Marchionne. Soprattutto nel Sud, la Fiat ha beneficiato di ingenti contributi da parte dello Stato, in varie forme: “a fondo perduto”, come esenzione fiscale totale decennale per le nuove imprese (per questo ad Atessa l’impresa si chiama Sevel e non Fiat) e in conto interessi”.
Lo ha dichiarato il segretario regionale Prc Abruzzo, Marco Fars in merito alla dichiarazione dell’ amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, che ieri aveva parlato dell’Italia come di una zavorra ai piedi della Fiat che non ha ricavi dagli stabilimenti del nostro Paese.
“Senza considerare gli ingenti investimenti pubblici in servizi (logistica e trasporti) o l’impiego significativo della cassa integrazione – ha proseguito Fars. – Ora, dopo aver predato, Marchionne umilia i lavoratori accusandoli di lavorare poco e prepara la fuga all’estero dove effettuare ulteriori azioni predatorie”.
“Per anni lo stesso gruppo Fiat ha sbandierato i risultati in termini di produttività e di utili dello stabilimento Sevel, ora ci viene raccontata la storiella dell’insostenibilità della produzione in Italia, il tutto come forma di ricatto sui lavoratori per distruggere quel che resta dei loro diritti” – ha detto il segretario regionale Prc.
“L’unica competitività che pare interessare a Marchionne è quella sui salari al ribasso, invece di occuparsi in Italia di ricerca, sviluppo e innovazione di prodotto – ha concluso Fars. – Per fermare i predoni occorre una moratoria delle delocalizzazioni. Basta ricatti e all’ipocrisia del “metalmeccanico” Marchionne il cui salario è di oltre 40 volte superiore a quello dei veri lavoratori Fiat”.





