L’AQUILA – “Mi meravigliano le riserve della Fiom rispetto alle soluzioni di contratto individuate per Pomigliano, in quanto esistono in Italia dei contratti decisamente peggiori che portano le firme di questo sindacato”.
Lo ha detto il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, in visita all’Università dell’Aquila per incontrare i dipendenti dell’Ateneo in stato di agitazione.
“Che si parli della Fma Pratola Serra o della Sata di Melfi, oppure della Sofim di Foggia – ha sottolineato Centrella – sono molti gli esempi in Italia di contratti integrativi con condizioni più difficili”.
“Non vedo per quale motivo – ha proseguito facendo un riferimento all’Abruzzo – si possa firmare un contratto integrativo della Sevel che costringe i dipendenti a lavorare anche la domenica, salvo poi non accettare quello di Pomigliano, mi sembra che questo sia un fare pretestuoso da parte della Fiom, condizionato dal fatto che al governo c’é il centrodestra e non il centrosinistra”.
Centrella ha ribadito l’importanza strategica degli accordi di Pomigliano. “Si tratta – ha detto ancora – del punto di partenza del progetto Fiat che si chiama ‘Fabbrica italiana’. Un progetto volto a portare la produzione di autovetture in Italia da 950 mila a 1.250 mila autovetture annue, per saturare tutti gli impianti che fanno capo al gruppo Fiat”.
“Se Pomigliano parte – ha concluso Centrella – significa che parte ‘Fabbrica italiana’ e quindi tutte le ricadute le avremo su tutti gli stabilimenti Fiat e su tutte le aziende collegate”.




