L’AQUILA – Catastrofe incendi anche in Valle Subequana. Le fiamme sono divampate nella tarda mattinata nell’area a ridosso della strada che collega Secinaro a Goriano Valli, nel parco Regionale Sirente Velino. Poco lontano dalle meravigliose foreste di faggi e querce secolari ai piedi del monte Sirentre.
Il fuoco ha aggredito per ora una pineta proprio a ridosso di Secinaro e il sindaco Celestino Bernabei non esclude l’evacuazione delle abitazioni più vicine al rogo. Le fiamme però prcedono veloci, sospite dal vento.
L’incendio, anche questo con ogni probabilità doloso, è divampato intorno all’una. Dopo un’ora è arrivato un canadair che stava operando in valle Peligna, e ha concentrato i primi lanci di acqua nei pressi di Secinaro, visto che le fiamme si stavano pericolosamente avvicinando ai centri abitati.
Sul luogo dell’incendio è arrivata anche la dirigente regionale Annabella Pace, commissario del Parco Regionale Sirente Velino, che ad Abruzzoweb ribadisce il “senso di impotenza” dell’ente da lei presieduto, senza fondi e appena tre guardia parco a part-time, che non possono certo controllare con efficacia un territorio ampio 50 mila metri quadrati.
“Abbiamo bisogno di un massiccio intervento per fermare le fiamme sempre più vicino alle case”, afferma con preoccupazione il sindaco che ha subito attivato il Centro operativo comunale (Coc). “Bisogna far presto altrimenti qui sarà un disastro”, conclude Bernabei rivolgendosi agli organi della protezione civile e ai vigili del fuoco.
Grande mobilitazione da parte della popolazione locale: in molti sono accorsi sul fronte dell’incendio armati di pale e scarponi. Gli agricoltori con i loro trattori hanno solcato dove possibile linea tagliafuoco, che sale verso monte, sulla quale sta operando un solo trattore che ha bisogno di aiuto.
“Ho il cuore spezzato – commenta ad Abruzzoweb il commissario Pace – sono del resto originaria di Roccapreturo, poco distante dal luogo dell’ennesimo incendio”.
E poi si sfoga affermando che “ il Parco non ha mezzi propri per garantire sorveglianza e prevenzione , e per intervenire in caso di incendio. L’ho fatto presente alle riunioni alla prefettura, che si sono tenute ai primi di luglio in Prefettura, e in quelle che sono state convocate dopo che era esplosa in tutto l’Abruzzo l’emergenza incendi. Con tre guardia parco part time è impossibile fare prevenzione su 54 mila ettari di area protetta, con un’orografia complessa dove vigilare a distanza con un binocolo è spesso impossibile”.
Su chi possa essere i criminali che hanno appiccato l’ennesimo incendio, Annabella Pace avanza l’ipotesi che “non credo siano persone del territorio. Però viene da riflettere sul fatto che quasi tutti gli incedi dolosi che stanno martoriando il nostro Abruzzo, si sono sviluppati nelle aree protette, del gran sasso Laga, della Majella, nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, e ora anche il Sirente-Velino. Non vorrei che d armare le mani dei piromani siano persone che hanno un’ostilità ideologica nei confronti della tutela dell’ambiente”. (Filippo Tronca)





