L’AQUILA – Sempre più difficile avere informazioni ufficiali e la storia del congresso di Forza Italia del 13 giugno si arricchisce di nuove indiscrezioni ottenute da questo giornale come se si trattasse della trattativa tra Usa e Iran: mentre i protagonisti continuano a tenere le bocche cucite, viene fuori che un nuovo summit è stato riconvocato per oggi, alle ore 15, a Pescara.
È il secondo round di una guerra che si annuncia lunga e che sta dimostrando che in Abruzzo sarà molto difficile trovare la quadra per un congresso che il padre padrone azzurro Nazario Pagano, 67enne deputato e presidente della commissione Affari costituzionali, in sella dal 2013, aveva assicurato ai suoi vertici nazionali potesse essere unitario e cioè plebiscitario sulla sua persona.
Una battaglia cruenta, sempre politicamente, in cui nessuna delle due parti, a meno di 15 giorni dall’evento, è disposta a cedere coinvolgendo non solo uomini ma interi territori e in questo senso ancora di più L’Aquila, che sarebbe esclusa a favore di Pescara e Teramo.
Anche se ieri, secondo quando emerge, tutto sarebbe stato stato azzerato. Si riparte con il nuovo corso, il ricambio generazionale a cui ambisce almeno la Segreteria in cambio della riconferma di Pagano in Parlamento e con il secondo posto tutto da valutare.
Il summit, finito tra urla e insulti, ha visto scontrarsi due visioni opposte, quella che sostiene “squadra che vince non si cambia”, tifata tra gli altri dal sindaco di Pescara Carlo Masci, e chi la reputa inaccettabile come i due principali contendenti, il 50enne presidente del Consiglio regionale, il pescarese Lorenzo Sospiri, 8.822 voti alle regionali del 2024, e il 45enne assessore regionale alla Cultura e Sociale e presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, Roberto Santangelo, 9.600 voti.
Confronto archiviato perché la fazione del nuovo corso ha bocciato la proposta benedetta da Roma che non è peraltro riuscita a convincere la pattuglia di Sospiri e Santangelo: è stato rispedito al mittente il piano che prevede la conferma del coordinamento nelle mani di Pagano, la poltrona, abbastanza inutile, di vice a Sospiri, anche lui di Pescara, e le ricandidatura alle politiche del prossimo anno, ritenute almeno con la attuale legge elettorale dalla elezione molto probabile, allo stesso Pagano e alla 45enne teramana Antonella Ballone, figlia di Agostino Ballone, patron della società di trasporto Baltour, candidata per Forza Italia alle elezioni europee del giugno 2025, prima dei non eletti, con 41.916 voti, nella circoscrizione Sud, componente del Consiglio di amministrazione della compagnia aerea Ita-Lufthansa, indicata nella lista del Ministero dell’Economia e delle Finanze come componente del cda dell’Enav, l’Ente nazionale per l’assistenza al volo, partecipata dello Stato che gestisce lo spazio aereo.
Intorno al tavolo si sono seduti e saranno seduti di nuovo domani – oltre a Pagano, Sospiri e Santangelo – per la fazione Pagano, Rita Ettorre, segretario provinciale di Teramo, l’avezzanese Gabiele De Angelis, segretario provinciale dell’Aquila e presidente della società del traposto unico abruzzese Tua, che non ha abbandonato il proposito di giocarsi una carta in Parlamento d’intesa con il suo amico Pagano, e il sindaco di Pescara, Carlo Masci, originario di Acciano, nella Valle Subequana, comune dell’Abruzzo interno.
Dall’altra parte, anche il capogruppo di FI in Consiglio regionale Emiliano Di Matteo, della Val Vibrata, e il consigliere regionale Antonietta La Porta, di Sulmona.
Vista l’aggressività politica degli sfidanti, quindi, è stato rispedito al mittente un documento presentato da Pagano utilizzato in Lombardia per arrivare al congresso unitario, un documento che mira allo stesso assetto però bocciato ieri.
La fazione Sospiri, che si è mantenuto piuttosto calmo anche se intransigente sul no al piano Pagano, ha mandato avanti il coriaceo Santangelo apparso particolarmente aggressivo con il sindaco di Pescara in merito alla formula “squadra che vince non si cambia”: “Va bene, vorrà dire che il prossimo anno alle elezioni dell’Aquila verrai tu che sei originario di Acciano a fare la lista”.
Sul tavolo anche un accenno alle recenti elezioni di Avezzano, nelle quali FI non ha certo brillato, con un botta e risposta tra Santangelo e De Angelis, del quale il fedelissimo del presidente del Consiglio, l’avezzanese Antonio Di Matteo, componente del CdA Inps, ha chiesto la testa.
Anche se il nuovo corso avrebbe contatti con altre forze politiche, vedi Lega e Futuro nazionale del generale Roberto Vannacci, non ci sono state minacce di sbattere la porta ed andarsene. Segno che Sospiri e Santangelo e il loro gruppo vogliono combattere la partita dall’interno.
Altro siparietto pieno di tensioni è stato quello tra Pagano e Di Matteo, con la reprimenda del primo nei confronti del capogruppo che con toni pacati era intervenuto citando la dichiarazione di Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, nella riunione di Roma, relativa al fatto “che l’unità è un valore ma non un dogma”. A quel punto, Pagano è insorto negando che il leader nazionale di FI avesse espresso quel concetto, che i presenti invece avevano tutti memorizzato. (b.s.-a.c.)





